Sciopero benzinai, rifornimenti dell’ultimo minuto con rincari

E’ in corso via web con il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso la riunione con i rappresentanti dei gestori dei carburanti che hanno proclamato lo sciopero di 48 ore a partire da stasera su strade e autostrade.

Lo si apprende da alcuni partecipanti. Sarebbe un tentativo sul filo di lana per scongiurare la chiusura delle stazioni di servizio.

Le organizzazioni Faib, Fegica e Figisc-Anisa, contrarie alle misure del decreto Trasparenza sui prezzi di benzina e gasolio, nell’arco delle tre riunioni (una a palazzo Chigi e due al Mimit) avevano sospeso lo sciopero poi confermato nonostante un’apertura di Urso con un allentamento del provvedimento. Ma si sono sempre dette pronte a revocare lo stop di fronte ad una proposta convicente anche all’ultimo minuto prima della chiusura.

Finora è stato un muro contro muro tra le associazioni di categoria e il governo mentre il Codacons chiede l’intervento della magistratura sull’aumento dei prezzi del carburante di queste ore.

Salvo un accordo in extremis, gli impianti di rifornimento carburanti rimarranno chiusi per sciopero – compresi i self service – per 48 ore consecutive, dalle 19 di questa sera alle 19 del 26 gennaio sulla rete ordinaria e dalle 22 di stasera alle 22 del 26 gennaio sulle autostrade.

“Correggere il decreto Trasparenza abrogando il cosiddetto cartellone sostituendolo, se del caso, con un QR-Code o un App o con dispositivi luminosi a distanza in modo da sgravare i benzinai già oggi oberati da obblighi di comunicazioni e di conseguenza depennare le ulteriori sanzioni che non avrebbero senso in mancanza di adempimenti” è la richiesta ribadita dalle associazioni di categoria.

In occasione dello sciopero dei benzinai i prezzi dei carburanti stanno registrando rialzi su tutta la rete, una circostanza che potrebbe rappresentare l’ennesima speculazione a danno degli automobilisti. Lo denuncia oggi il Codacons, che contro la serrata dei distributori ha presentato un esposto in Procura per interruzione di pubblico servizio.

Sciopero Benzinai, rifornimenti dell’ultimo minuto: “Vendite raddoppiate”
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“I rincari dei listini alla pompa delle ultime ore rischiano di arrecare un danno economico ingente ai cittadini – spiega il presidente Carlo Rienzi – A fronte di uno stato di necessità rappresentato dall’esigenza degli automobilisti di fare il pieno di carburante per non ritrovarsi a secco nei due giorni di sciopero, gli stessi sono costretti a subire prezzi in rialzo su tutta la rete, una situazione che ancora una volta conferma tutti i nostri dubbi e le nostre denunce circa le anomalie nella formazione dei listini alla pompa”.

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E proprio sullo sciopero dei benzinai sarà ora la magistratura a pronunciarsi: il Codacons ha infatti depositato l’annunciato esposto alla Procura della Repubblica di Roma per la possibile fattispecie di interruzione di pubblico servizio, esposto in cui si legge: “benché lo sciopero sia un diritto costituzionalmente garantito, la protesta dei benzinai non ha nulla di sensato e di legittimo ed è assai lesiva per i consumatori già vessati dall’aumento esponenziale dei prezzi dei carburanti. Uno sciopero che prevede la chiusura anche dei SELF non sembrerebbe rispettare i diritti costituzionali della persona annoverati dall’articolo 1, comma 1, della legge n. 146/1990. Chiudere anche gli impianti SELF preclude di fatto ogni possibilità per i consumatori di poter assolvere alle proprie esigenze di vita connesse alla libertà di circolazione. Tale sciopero sembrerebbe dunque configurare il reato di interruzione di pubblico servizio p.e.p. dall’art. 340 c.p. secondo cui “Chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge, cagiona una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità è punito con la reclusione fino a un anno.”

Sciopero benzinai, l’elenco degli impianti aperti

Come già ampiamente scritto, dalle ore 19 di oggi – 24 gennaio – e per 48 ore, i benzinai saranno in sciopero.

Agli utenti verranno comunque garantiti, sia in città sia in autostrada, dei servizi minimi di rifornimento.

Ecco di seguito un vademecum dello sciopero:

– Orario: i gestori incroceranno le braccia dalle 19 di questa sera, 24 gennaio, e fino alle 19 di giovedì 26 nella viabilità ordinaria (area urbana e extraurbana).

Sulla rete autostradale invece lo sciopero inizierà sempre questa sera, ma dalle 22, e proseguirà fino alle 22 di giovedì.

– Servizi minimi garantiti: alcuni servizi essenziali sono assicurati, come previsto dal codice di autoregolamentazione della commissione per lo sciopero nei pubblici servizi. In particolare sulla viabilità ordinaria (in città e nelle aree extraurbane) è garantita l’apertura del 12,5% dei punti vendita, mentre sulla rete autostradale, da nord a sud e da sud a nord, è assicurata l’apertura di un’area di servizio ogni 100 km.

– Lista degli impianti aperti: è stata individuata dalle prefetture per gli impianti in città e nelle aree extraurbane, mentre la lista dei distributori aperti in autostrada è stabilita dalle regioni.

– Impianti aperti in autostrada: secondo quanto pubblicato sul sito della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome (www.regioni.it), saranno 175 gli impianti attivi nei due giorni di sciopero sull’intera rete autostradale, sul Grande Raccordo Anulare di Roma, sulla tangenziale di Napoli e su alcune strade consolari equamente distribuite in tutta Italia.

In particolare rimarranno aperte 19 stazioni di servizio sull’autostrada A1, 10 sulla A3, 15 sulla A4, 3 sulla A5, 4 sulla A6, 5 sulla A7, 2 sulla A8-A9, 6 sulla A10, due sulla A11, 8 sulla A12, 4 sulla A13, 20 sulla A14, 4 sulla A15 e sulla A16, 3 sulla A18 e sulla A19, 2 sulla A20, 6 sulla A21, 7 sulla A22, 2 sulla A23, 3 sulla A24, 2 sulla A25, 6 sulla A26, 2 sulla A27, sulla A28,sulla A30 e sulla A31, 3 sulla A32 e sulla A50, due sulla A51, una sulla A52, 4 sulla A55, 2 sulla A57, 3 sulla tangenziale di Napoli, 4 sul Gra e 2 sulla Roma-Fiumicino.

– Impianti direttamente gestiti dai proprietari: in Italia, secondo la Fegica, su 22mila distributori ce ne sono un paio di migliaia di diretta gestione da parte delle compagnie petrolifere e per questo “ragionevolmente rimarranno aperti”.

Rimarranno aperti ad esempio gli impianti aderenti all’Asnali, l’Associazione nazionale autonoma liberi imprenditori, i cui associati non aderiranno ad alcuna forma di protesta.

– Self service chiusi: la Fegica ricorda che chi sciopera chiude tutto, anche le pompe self service, mentre chi tiene aperto garantisce tutti i servizi normalmente offerti.

– Autogrill aperti: in autostrada, anche nel caso di un impianto di carburanti chiuso, i servizi di ristorazione sono indipendenti e resteranno aperti.

– Cosa prevede la norma: secondo quanto stabilito dalla Commissione di Garanzia dell’Attuazione della Legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici Essenziali, per la rete stradale potranno essere individuati impianti sulla scorta di espresse richieste da parte delle Prefetture competenti, al fine di consentire i rifornimenti a mezzi di amministrazioni ed enti pubblici (soccorso di polizia di pronto intervento etc.) che non dispongano di autonome capacità di rifornimento. Per la rete della viabilità ordinaria urbana ed extraurbana, dovrà essere mantenuto in servizio un numero di stazioni di rifornimento non inferiore al 50% degli esercizi aperti nei giorni festivi secondo i turni programmati. L’individuazione di tali stazioni dovrà essere effettuata dal Prefetto per la viabilità urbana e per quella extraurbana. Per la rete autostradale, escluse le diramazioni, dovranno essere garantite le prestazioni indispensabili assicurando i servizi di emergenza e i rifornimenti dei mezzi di soccorso e di polizia; le stazioni di servizio in funzione nell’autostrada dovranno rimanere aperte in misura non inferiore ad una ogni cento chilometri; l’individuazione delle stazioni di servizio, di cui è comandata l’apertura, dovrà essere effettuata dai Presidenti delle Regioni interessate o da un loro delegato.

(ANSA)

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