Parlare pubblicamente dei propri sentimenti: esigenza o mercificazione?

Siamo diventate vittime del vortice dei social, del consenso e della mercificazione dei sentimenti, inutile negarlo. Lo si evince dal fatto che condividiamo costantemente parti della nostra vita con milioni di persone, perché crediamo, erroneamente, che non farlo corrisponda a non vivere, a non essere come gli altri.

E, si sa, non essere come gli altri, in una società in cui l’apparire ha preso il sopravvento sull’ essere, non è di certo visto di buon occhio.

Ebbene si, la verità è questa, al giorno d’oggi, per essere considerati “uguali agli altri”, bisogna mostrare quello che si fa, chi si frequenta e cosa si prova, altrimenti nulla viene considerato vero. Un un po’ come se quella della condivisione fosse una legge che è vietato infrangere.

Una legge che, purtroppo, ci fornisce il diritto di esprimere opinioni, di sentenziare sulla vita degli altri senza neanche sapere come realmente siano andate le cose nella maggior parte dei casi. E no, non si dica che tutto ciò non sia vero, perché non è affatto così.

In questo caso, il pensiero dei finti angeli in una società fatta di diavoli fa davvero fatica a reggersi in piedi. Piace un pó a tutti giudicare la vita degli altri e, quanto sta accadendo in questi giorni dopo la pubblicazione del libro del principe Harry, ne è la dimostrazione.

L’opinione pubblica è divisa a metà, molti ritengono Harry sia un traditore, un ingrato che ha fatto tutto questo per far soldi, altri ritengono abbia semplicemente voluto tirar fuori il dolore che ha tenuto dentro sé per anni. Altri ancora dicono sia Megan Markle l’artefice di tutto. Ma, i reali inglesi non sono gli unici sui quali abbiamo espresso giudizi senza fondamenta.

Prima di loro è toccato a Francesco Totti e Ilary Blasi. Poi a Shakira, che dopo essere stata tradita dal fidanzato ha scritto una canzone per lanciargli qualche frecciatina e in molti ritengono si sia comportata come una tredicenne che è appena stata lasciata dal fidanzatino, una bambina, per la precisione.E chissà a chi toccherà prossimamente. Una cosa è certa, la situazione è davvero allarmante.

Non se ne può più di chi si sente avvocato di cause perse in partenza quando si tratta di mettere bocca sulla vita degli altri. E non se ne può più neanche di chi mette in piazza la propria vita privata. Si, anche questa è una verità che non dobbiamo aver paura di ammettere.

Perché, è vero che siamo subito pronti a dire la nostra  quando non dovremmo, ma è altrettanto vero che, chi come Harry e Meghan, Shakira, Francesco Totti e Ilary Blasi decide di rendere pubblico pezzi di vita privata, un pó se la cerchi. Tutto ciò è a dir poco aberrante.

Non ci si può non chiedere dove siano finiti i sentimenti, quelli veri, che non hanno bisogno dell’ approvazione o della disapprovazione altrui per essere definiti tali. Quelli che non si sente il bisogno di mercificare. È questo, probabilmente, il vero problema.

Abbiamo davvero permesso al consenso altrui di prendere il sopravvento su quello che proviamo? Abbiamo il dovere di ritornare sui nostri passi, di togliere dal mercato i sentimenti e riportarli nei nostri cuori, il posto più sicuro al mondo. Abbiamo il dovere di ritrovare l’essenza dei sentimenti. Quella che ci consente di fare l’amore con la persona che amiamo, non le foto.

Quella che, quando siamo insieme alla persona che amiamo ci fa comportare come se il cellulare, i social e il resto del mondo non esistessero, perché tutto ciò di cui abbiamo bisogno è accanto a noi. Quella che ci fa litigare fino a sentirci male, per poi ritornare a baciarci come se nulla fosse accaduto, con il viso ancora rigato dalle lacrime.

Quella che non ci fa sentire il bisogno di comunicare agli altri come ci sentiamo e, di conseguenza, non conferisce loro la libertà di sentenziare.

Quella che restituisce ai sentimenti la veridicità, l’unicità e la riservatezza di cui li abbiamo privati, perché vittime dei social, del consenso e della mercificazione.

di Anna Adamo
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