(VIDEO) Prof ucciso a Melito, il grido d’allarme dei piccoli studenti

“Non lasciateci soli”. È l’urlo dei bambini di Melito di Napoli, i piccoli studenti che, insieme ai loro genitori, hanno manifestato fuori alla scuola media Marino Guarano, l’istituto dove la scorsa settimana è stato ritrovato, in un’aiuola poco distante dall’ingresso dell’istituto, il cadavere del docente Marcello Toscano. Ad ucciderlo, secondo la tesi della procura di Napoli Nord – Aversa, un collaboratore scolastico dello stesso plesso, il 54enne Giuseppe Porcelli.

Sono loro a indirizzare un messaggio allo Stato, chiedendo l’attenzione delle istituzioni. “Vogliamo certezza, scuola in sicurezza”, recita un cartello firmato dagli alunni della 2C. Gli allievi della 2G, una delle classi dove insegnava Toscano, hanno lasciato un messaggio fuori all’ingresso del plesso: “Dovrebbe essere un luogo sicuro per noi alunni. Ciao prof Toscano, non ti dimenticheremo mai. Ti vogliamo bene”.

GLI ALUNNI SONO TORNATI IN CLASSE

Le lezioni nella scuola media sono riprese oggi. Alle 8, alla ripresa delle attività didattiche, gli studenti sono stati accolti dai docenti all’ingresso della scuola e accompagnati nelle rispettive classi. Gli alunni della 2G e della 3H si sono riuniti in sala teatro per un incontro con il responsabile dello sportello d’ascolto dell’istituto Raffaele Virgilio.

Davanti alla scuola si è svolta una manifestazione dei genitori degli alunni per chiedere l’attenzione dello Stato e delle istituzioni sul territorio a Nord di Napoli.

“UNA COLTELLATA HA TRAFITTO L’INTERA CITTÀ”

“Quella coltellata non ha ucciso solo il professore, quella coltellata ha colpito l’intera città di Melito”, dice una delle mamme che stamattina si sono riunite fuori alla Marino Guarano per invocare interventi a favore della sicurezza e a tutela dei loro bambini. Una manifestazione pacifica e silenziosa che ha coinvolto alcune decine di genitori.

“Non solo i bambini, ma anche noi genitori urliamo questo grido di aiuto: non lasciateci soli. I riflettori non si spengano, restino accesi”, ha spiegato alla Dire Manuela Del Frate, componente del comitato genitori. Uno dei suoi figli era stato un alunno di Toscano e sia lei che il ragazzino conservano un buon ricordo del docente.

“Chiediamo un presidio di sicurezza, un incremento delle forze dell’ordine per il territorio di Melito e in particolare per questo plesso scolastico perché abbraccia una zona di confine dove c’è una platea molto difficoltosa, è un territorio ad alto tasso di criminalità. I ragazzi – continua Del Frate – sono preoccupati che possa accadere qualcosa all’interno della scuola, come è già accaduto. Però noi mamme cerchiamo di rassicurarli. Purtroppo assistiamo a un aumento della micro e macro criminalità, la situazione è fuori controllo. Non c’è un organico che possa rispondere a questa richiesta di controllo e, inoltre, i ragazzi hanno perso il senso della realtà dopo due anni e mezzo di pandemia. Non riescono a vivere la scuola serenamente come era un tempo”. 

IL SINDACO: “LO STATO INTERVENGA O GETTO LA SPUGNA

Non lasceremo soli questi bambini, sarebbe il reale fallimento di chi rappresenta le istituzioni. Loro non sono soli e lo dimostreremo lunedì prossimo con una manifestazione che coinvolgerà gli studenti dell’intera città, un corteo partirà dal Comune per raggiungere il vicino campo sportivo dove i bambini delle nostre scuole avranno la possibilità di dire la loro”, annuncia alla Dire il sindaco di Melito Luciano Mottola. Alla fiaccolata in programma il prossimo lunedì parteciperanno i cittadini di Melito e sarà anche un modo per ricordare il docente scomparso.

“Noi sul piano sociale ed educativo facciamo il nostro e continueremo a farlo per impedire che i ragazzi si sentano soli, ma senza un sostegno, senza l’arrivo di occhi umani ed elettronici, per la nostra città diventa davvero difficile fare delle promesse ai bambini”, aggiunge Mottola, che traccia un bilancio delle problematiche di un Comune come Melito, popoloso centro dell’area Nord di Napoli.

“Questo Comune è in dissesto finanziario dal 2019, un Comune con pochissimi dipendenti, che può contare solo su sei agenti della polizia municipale. Un Comune – prosegue il sindaco – ad alto rischio delinquenziale, dove è presente una tenenza con solo una decina di carabinieri. Abbiamo una sola assistente sociale, che è anche responsabile del settore, per 40mila abitanti. Una situazione tragicomica che abbiamo più volte segnalato alle autorità preposte. Quello che è accaduto in questa scuola è la normale conseguenza di un abbandono concretizzato di questo territorio. I vari governi, di qualsiasi colore politico, hanno fallito. Mi auguro che quello che si sta per insediare abbia un’attenzione diversa. Qualora dovessero decidere di continuare su questa strada, per me diventerà assolutamente impossibile proseguire e da genitore, prima che da sindaco, non potrò far altro che rimettere le chiavi della città nella mani del ministro dell’Interno”.

IL CONSIGLIERE: “SUBITO TELECAMERE E METAL DETECTOR”

 “Le mamme ci hanno raccontato e fatto capire quanto è importante il ruolo della famiglia in queste battaglie, che io sento di sostenere fino in fondo. Hanno chiesto tre cose: videosorveglianza interna e esterna alla scuola, sembra surreale ma nessuno l’ha mai chiesta; metal detector per l’ingresso a scuola, qualcuno potrà storcere il naso ma qua dentro sono entrati ragazzini con i coltelli, quindi per me la richiesta è totalmente legittima; intervento dello Stato a Melito, come ha chiesto il sindaco, così come c’è stato per Scampia e Secondigliano. Servono tolleranza zero e piena presenza delle forze dell’ordine, zone presidate, azioni contro la criminalità organizzata e l’incivilita diffusa”. Queste le richieste formulate da Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde in Campania.

“Alcuni mesi fa – ricorda Borrelli – ci fu un accoltellamento all’interno di questa scuola. Il protagonista della vicenda, uno studente, a quanto mi risulta non è stato bocciato ma promosso, la preside dovrà spiegare il perché. Un’azione disciplinare forte nei confronti di chi sbaglia è necessaria, non vorrei che il ragazzino, problematico, sia stato scaricato su un’altra scuola. Non è così che si fa educazione, chiederò approfondimenti”.

(Dire)

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