Pd, a Bologna rivolta contro Santori: ‘ci sputa addosso, ora basta’

L’ennesimo affondo di Mattia Santori sul Pd manda su tutte le furie i dem bolognesi. Ad uscire allo scoperto è il vicesegretario della Federazione, Matteo Meogrossi, raccogliendo diversi consensi su Facebook con un duro commento all’intervista rilasciata oggi al ‘Resto del Carlino’ dal fondatore delle Sardine, ora consigliere comunale del gruppo Pd e delegato del sindaco Matteo Lepore.

Santori, che in passato aveva bollato come “tossico” il marchio Pd, ora definisce “gravemente malato” il partito guidato dal segretario uscente Enrico Letta. Per Meogrossi la misura è colma. “Un giorno tossici. Oggi malati. Un partito dal quale secondo Santori devono uscire alcune persone altrimenti lui non si iscrive e un’altra serie di teorie interessanti. Ma dire basta a chi eletto con il Pd passa il suo tempo a sputare addosso al Pd no?”, scrive il vice della segretaria Federica Mazzoni, stretto collaboratore di Andrea De Maria nella campagna elettorale che lo ha confermato parlamentare.

“Più che altro- aggiunge Meogrossi- lo dobbiamo a quelle migliaia di militanti, volontari e volontarie che si fanno in quattro per questo Partito da sempre, senza chiedere nulla”. Posizione, quella di Meogrossi, non certo isolata, visto che il post di Meogrossi riceve i ‘like’ di diversi dirigenti e amministratori del Pd bolognese come Matteo Ruggeri e Valerio Gualandi (anche loro componenti della segreteria), i consiglieri comunali Franco Cima e Loretta Bittini (che commenta: “Non ho voglia di essere insultata”), Adriana Lo Cascio (presidente del quartiere San Donato-San Vitale), Paolo Cavalieri (consigliere di quartiere al Santo Stefano: “Uno che è stato eletto avendo la possibilità di utilizzare il simbolo del nostro partito quanto meno dovrebbe averne più rispetto”) e Anna Chiara Strapazzon (segretaria dell’Unione Pd Santo Stefano, che interviene anche sul proprio profilo: “Ringraziamo tutti coloro che dalle pagine dei giornali e sui social si affannano a consigliarci di di sparire di fatto, azzerare la classe dirigente, cambiare il nome, ribaltare tutto, cancellare programmi passati presenti e futuri.

Soprattutto se costoro non sono iscritti al Pd e magari non lo hanno neppure votato e hanno continuato a sparare sul Pd per mesi e anni. Grazie dei preziosi consigli, ma cosa fare lo decideremo insieme agli iscritti”). Ma tra i commenti al post di Meogrossi c’è anche quello del sindaco di Molinella, Dario Mantovani, che rappresenta la minoranza del partito bolognese avendo corso per la segreteria contro Mazzoni: “Ben svegliati. Per non mandare in Consiglio comunale questa roba qui, bastava non candidarla però”. Si fanno sentire anche i sostenitori di Mantovani al congresso, come gli ex consiglieri comunali Raffaella Santi Casali (“Quel che uno vuole non è mai troppo. Godetevelo”) e Piergiorgio Licciardello (“Comunque vada sarà uno sballo…”).

(Pam/ Dire)

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