(VIDEO) ‘Da leone a lumaca’, come sono visti i bimbi con autismo dai compagni

“Quel bambino ‘diverso’ e sempre arrabbiato può diventare un leone nel disegno che ne fa il suo compagno. Quello che, invece, non ha tanta voglia di fare può essere descritto come una lumaca. Sono molti e bellissimi i modi in cui i bambini possono rappresentare simbolicamente il loro vissuto per cercare di trovare un senso e un significato a quello che succede in classe”. A sottolinearlo è Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), raccontando i primi dati della ricerca ‘Inclusione scolastica nei disturbi dello spettro autistico.

Progetto Vizziello-IdO’, un’iniziativa che punta a mettere in luce come sono visti i bambini con disturbi dello spettro autistico dai propri compagni di classe. Il progetto, nato dalla riattualizzazione di quello lanciato negli anni ’80 dalla neuropsichiatra infantile Graziella Fava Vizziello, prevede la compilazione di un protocollo esecutivo che si basa sull’osservazione delle dinamiche ludiche del gruppo classe e sulla successiva produzione grafico-narrativa che ciascun bambino presenterà in relazione al proprio compagno di classe con autismo. “L’idea è stata accolta positivamente dagli insegnanti perché se è sempre molta l’attenzione a cosa fare con il bambino autistico c’è, invece, minore competenza su come gestire le sue relazioni all’interno della classe. La ricerca IdO-Vizziello, che è un vero progetto di inclusione, permette una partecipazione reale dei bambini ma aiuta anche l’insegnante a capire i vissuti che i bambini hanno rispetto al bimbo diverso”, spiega Di Renzo.

Il progetto, in fase di raccolta e sperimentazione, si sta svolgendo in varie scuole d’Italia. “La principale difficoltà che segnalano i docenti è la gestione del comportamento del bambino autistico e come far capire agli altri che quello non è un compagno privilegiato ma un bambino che ha delle sue caratteristiche- spiega Di Renzo- il comportamento che viene definito ‘bizzarro’ in termini clinici, le atipie dei bambini, creano molte ansie nell’ambiente e quindi è necessario che siano gestite”. Ma i bambini hanno paura dei loro compagni? “Ci sono dei bimbi che stanno particolarmente male, hanno comportamenti che creano tanta ansia e possono anche spaventare i compagni. In linea di massima, però, i bambini sono spaventati quando vedono l’adulto spaventato. Se c’è un adulto in grado di contenere e spiegare, i bambini sono dei grandissimi collaboratori”, conclude la psicoterapeuta.

(Mab/Dire)

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