(VIDEO) Firenze. In comune nasce gruppo politico ‘Centro’: “Faro è Draghi, cornice il PPE”

Il simbolo ancora non c’è. C’è però un nome che riecheggia costantemente per tutta la durata della conferenza stampa che lancia ‘Centro’, nuovo gruppo che siederà tra i banchi del Consiglio comunale di Firenze: Mario Draghi. È il presidente del Consiglio il ‘faro’ di questa esperienza politica appena nata, annunciata dopo l’espulsione del vicepresidente dell’aula, Emanuele Cocollini, il consigliere Antonio Montelatici, e il consigliere del quartiere uno, Marco Passeri. Draghi e una cornice politica precisa: il Partito polare europeo.

Lo spiega il capogruppo ed ex candidato sindaco di Firenze, Ubaldo Bocci: “La svolta è nata a febbraio, quando Mattarella ha chiamato al Colle Draghi. Che non è l’uomo della provvidenza, ma del ‘whatever it takes’, del tutto quel che è necessario fare. L’uomo della concretezza, moderazione e determinazione”. Così gli esponenti di Centro promuovono la campagna di vaccinazione affidata al generale Figliuolo; l’introduzione del green pass; la riforma della giustizia; il Dl infrastrutture e pongono l’accento su quel 6%, stima “più alta degli altri Paesi europei”, su cui si dovrebbe attestare la crescita italiana nel 2022. Anche per questo, prosegue Bocci, “chi chiede che Draghi vada al Quirinale non vuole bene al Paese. Oggi in Italia nessuno può sostituirlo, significherebbe buttare all’aria tutto: i soldi che arriveranno” dell’Europa “vanno spesi bene e rendicontati”.

Oltre al premier l’altra colonna su cui poggia l’operazione Centro è il Ppe: “La nostra area di riferimento non può che essere il Ppe, il nostro Dna è lì”, sottolinea sempre Bocci. Quindi centristi, moderati, equilibrati e dialoganti. E di centrodestra: “Resteremo nel centrodestra, questo è un presupposto chiarissimo per noi”, fa quadrato Bocci. “Faremo opposizione”, aggiunge Cocollini. E tuttavia dopo esser stati messi all’uscio dal Carroccio (Cocollini e Montelatici), dopo aver chiuso con il sovranismo di destra, aver fissato il pantheon politico (Draghi e il Ppe), da centro del centrodestra come coesisteranno con Matteo Salvini e Giorgia Meloni? Il “presupposto da cui partiamo è chiarissimo: dare un valore aggiunto alla coalizione”, ribadisce Bocci. “E magari allargare i confini con di questa esperienza oltre Palazzo Vecchio”, immagina e spera Montelatici. Qualcosa di più di un gruppo consiliare, insomma. Un partito, un movimento? Per adesso nessuno si spinge tanto in avanti. E per ora, assicurano, non sono stati contattati dal ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, che vorrebbe far aderire la Lega al Ppe e che è sempre più in rotta con Salvini. Non li ha cercati Renato Brunetta, che dalle pagine di Repubblica ha proposto l’alleanza europeista per Draghi, con le famiglie dei popolari, dei liberisti e dei socialisti. E non hanno sentito gli emissari né di Matteo Renzi e Iv, né di Carlo Calenda. Tuttavia, anche se come forza di centrodestra (con tutte le “contraddizioni evidenti” e interne che ci sono), “non negheremo il dialogo a nessuno, non avremo preclusioni”, perché “è finita l’era del pingpong”, dicono aprendo le porte a questa sorta di cantiere politico inedito per Firenze. E per Empoli, dove il consigliere comunale Vittorio Battini dice addio alla Lega per dare vita anche in quell’aula a Centro. L’idea, in pratica, è proporre “una casa” ai moderati. Un’altra, dopo Forza Italia e Coraggio Italia, che sappia accogliere i delusi di un centrodestra a trazione sovranista. Così, sul fronte cittadino, che poi sarà il vero banco di prova politico di questa formazione, i consiglieri spingeranno sul capitolo infrastrutture e sull’aeroporto, sulla nascita della multiutility toscana, sul sostegno alle piccole e medie imprese. Un messaggio al sindaco Dario Nardella? “Lavora di più e meglio”, risponde a caldo Bocci. Anche se, a proposito di rapporti con la maggioranza, è Montelatici a indicare una traiettoria di lavoro: “Faremo i costruttori e se la maggioranza farà bene, farà proposte giuste, non voteremo a prescindere contro. Non saremo l’opposizione del ‘no’ a prescindere quando c’è di mezzo il bene della città”. (

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