Il Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Vecciarelli a #Giffoni50Plus

Il volto umano della Difesa e anche la sua capacità di evolversi, fiutando il futuro, qualche volta anticipandolo. E poi importanti segnali di apertura verso il nuovo, avendo sempre come riferimento ultimo la realizzazione di sé e delle comunità, la pace, l’equilibrio internazionale. E’ quanto emerge dall’incontro con il Generale Enzo Vecciarelli, Capo di Stato Maggiore della Difesa, che oggi è stato ospite di #Giffoni50Plus.

L’arrivo in Cittadella con l’accoglienza da parte di Claudio Gubitosi, fondatore e direttore di Giffoni, e di Antonio Giuliano, sindaco di Giffoni Valle Piana. A seguire la visita alla Multimedia Valley fino al confronto con i ragazzi della sezione IMPACT!, un incontro ricco di contenuti e di spunti che hanno sollecitato le risposte del generale Vecciarelli che non si è sottratto, nemmeno di fronte a tematiche delicate.

Per la nostra storia – lo ha così annunciato in sala il direttore Gubitosi – per tutto il percorso che abbiamo fatto c’è un altro importante segno che entra nella nostra vita. Oggi posso finalmente ringraziare una persona che rappresenta tutte le Forze Armate e lo faccio con affetto immutato, da quando grazie a loro Giffoni è cresciuto. Dall’inizio le Forze Armate hanno sempre risposto al nostro appello. Sono orgoglioso di aver conosciuto il generale Vecciarelli e di averlo qui con noi oggi”.

Il ruolo della Difesa oggi all’interno del contesto geopolitico internazionale. Il confronto parte da qui: “Il nostro riferimento – ha così esordito il Generale Vecciarelli –  è sempre la Costituzione che ritengo essere tra le più avanzate, anche nell’articolo 11, quello, cioè, in cui si dice che l’Italia ripudia la guerra. Ritengo che oggi la Difesa italiana sia la massima espressione di questo. Attualmente abbiamo 42 missioni nascono proprio per creare condizioni di pace e di sicurezza e per contribuire a determinare contesti affinché si possano sviluppare civilmente le ambizioni di tanti popoli. Ed è in questo senso che oriento il mio impegno quotidiano”.

Con il crollo del muro di Berlino – ha continuato il Capo di Stato Maggiore della Difesa –  si sono liberate tante ambizioni, anche tanti egoismi hanno avuto modo di emergere, questa corteccia di civiltà che abbiamo costruito non dobbiamo mai darla per scontata. Oggi l’Italia non ha problemi di difendere i confini. Le Forze Armate italiane vogliono essere parte attiva del Paese, vogliamo essere elemento di stabilità. Se pensiamo ai Balcani, alle primavere arabe, a cosa succede oggi in Libia o in Tunisia, è evidente come l’Italia continui a portare avanti una politica di equilibrio e di dialogo. L’Africa è una vicenda di cui dobbiamo necessariamente occuparci perché si tratta del nostro cortile di casa. Certo non è un problema che può essere risolto solo con le Forze Armate, ma per il quale serve il contributo di più istituzioni. Dobbiamo giocare un ruolo più incisivo e occuparci maggiormente di quello che accade ai nostri dirimpettai nel Mediterraneo”.

C’è una questione legata al ruolo dell’Europa, su questo si sofferma nella sua analisi il Generale Vecciarelli: “Anche l’Unione Europea non ha raggiunto tutti gli obiettivi che si era prefissata– dice –  Il mio auspicio è che possa diventare una realtà anche nelle Difesa. Sicuramente ha una propria politica di difesa e di sicurezza con una serie di missioni che sono orientate in questo senso, ma si potrebbe fare di più. Io per primo sarei disposto a contribuire perché possa nascere questa difesa europea”.

Sollecitazioni, poi, sul ruolo delle organizzazioni non governative. Franca la risposta: “Le Ong – ha detto – le considero una risorsa perché condividiamo le stesse finalità e mi piace molto lavorare con loro quando, però, gli obiettivi coincidono. La salvaguardia dei diritti dell’uomo è alla base del nostro modo di agire sempre”.

Spazio all’attualità con un riferimento alle violenze del carcere di Santa Maria Capua Vetere: “I fatti accaduti presso la casa circondariale – dice – non possono trovare giustificazione ed è per questo che non cerco di giustificarli, non ci provo nemmeno. Certo, si tratta di episodi che accadono quotidianamente in tutti gli ambiti. Pensate al bullismo che esiste ovunque e quindi episodi come questo si possono verificare anche in un carcere laddove cioè esiste una dimensione comunitaria. Il bullismo c’era anche nelle forze armate e che ora lo abbiamo superato. Bisogna sempre impegnarsi per rafforzare la parte buona che c’è ovunque e per valorizzare il corretto vivere civile”.

Come viene percepita oggi la Difesa, anche in seguito alla pandemia? Su questo è ampia l’analisi del Generale Vecciarelli: “Tra le soddisfazioni che ho – dice – c’è quella di leggere i dati sulla fiducia degli italiani verso le forze armate. Parliamo del 72% di fiducia. È evidente come non ci sia frattura tra noi ed i cittadini. Mi sento amato e credo in questo. Con la pandemia, poi, abbiamo dato un grande contributo a gestire l’emergenza. Noi ce l’abbiamo messa tutta. In generale, a noi si fa riferimento quando il sistema non riesce a trovare la soluzione.  Noi riusciamo a trovarla non perché abbiamo i mezzi, ma perché abbiamo passione per il nostro Paese. Ricordo quando ho inviato sei nostri medici e dieci infermieri presso una RSA che ne era rimasta senza perché tutto il personale aveva contratto il virus. Ho visto in queste persone la stessa mia voglia di contribuire per risolvere l’emergenza”.

La commozione negli occhi al ricordo delle vicende di Bergamo: “Non vi dico il dolore quella mattina dei camion – ha detto – Per la pandemia abbiamo fatto di tutto: gli ospedali da campo, le camere messe a disposizione per la quarantena, la logistica e poi gli hub per i tamponi e quelli per i vaccini fino al grande hub di Pratica di Mare che sta gestendo la distribuzione dei lotti di vaccini”.

Non si può non ricordare l’opera del generale Figliulo: “È uno straordinario ufficiale – dice Vecciarelli – che faceva il comandante della logistica per l’esercito. La logistica militare differisce da quella civile perché prevede manutenzione e ripristino dei mezzi. Ecco, in questo caso ci stiamo occupando di rimettere in sesto le persone e mi pare che lo stiamo facendo molto bene”.

Sollecitato da una domanda dei ragazzi, il Generale Vecciarelli esprime la sua opinione sulla vicenda di Eddi Marcucci, l’italiana a cui è stata confermata la sorveglianza speciale per le sue posizioni a favore delle donne curde: “Ognuno di noi –ha spiegato – cerca di fare del proprio meglio. Noi italiani in questo senso passiamo per filantropi proprio come ha fatto Eddi. Poi bisogna fare i conti con le posizioni politiche. Eddi si è schierata ed ha abbracciato questo nuovo credo che dà merito al suo pensiero. Non schierarsi non è mai una soluzione”.

Il futuro, l’innovazione tecnologica, i nuovi domini, quale sarà il volto nuovo della Difesa:Ci sono domini nuovi su cui agirecosì ha concluso il suo intervento il Capo di Stato Maggiore della Difesa – penso al cyber e allo spazio. Sono convinto del fatto che non si può costruire il futuro sulla base degli strumenti attuali. C’è un mondo tutto da scoprire e coloro che sapranno mettersi in gioco saranno i più felici di tutti perché l’aspirazione che ci muove è sempre quella di avere una vita felice. Poi ci sono i valori che non cambiano, ma che vanno reinterpretati alla luce di queste evoluzioni. Bisognerà saper gestire il cambiamento e poi avere una capacità di leadership e di pianificazione strategica. Ho fiducia nelle nuove generazioni perché oggi qui ho visto in ciascuno di voi la voglia di migliorarsi e di migliorare il mondo”.

In chiusura dell’incontro, dalle mani di Pietro Rinaldi, presidente dell’Ente Autonomo Giffoni Experience, una targa in ricordo della giornata e la tradizionale Riggiola di Giffoni.

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