Comunali Napoli, De Magistris: “Manfredi? Torna schema De Luca – Mastella”

“Adesso si torna alla Iervolino, anzi di più: si torna allo schema del tutti insieme, da Mastella a De Luca, passando per pezzi della sinistra con un candidato che già prima di partire avverte il fiato sul collo di fare il sindaco di Napoli”. Così Luigi de Magistris, primo cittadino di Napoli, risponde a radio Crc a una domanda sulla candidatura dell’ex ministro Gaetano Manfredi. “La partenza – osserva – non è stata buona perché dire non mi candido se non mi mettete nelle condizioni di fare il sindaco, e poi arriva un patto in cui si dice che arriva questa legge non fatta finora perché non governava una persona gradita, dà la cifra che non c’è la passione oltre l’ostacolo. Ho stima di Manfredi e aspetto di sentire la sua proposta. Cosa pensa Gaetano Manfredi? A chi parla, a chi si rivolge?”. “Sicuramente – ricorda – un’accusa che mi è stata spesso rivolta è questa: “de Magistris è isolato perché non sta nel sistema”. Bene, questo elemento ci ha consentito di far sparire per 10 anni dal palazzo gli uomini delle clientele, le persone delle cordate, legami opachi con ambienti malavitosi della città, abbiamo fatto uscire la camorra dai rapporti con la politica, abbiamo dato forza a pezzi della città che prima si cercavano solo in campagna elettorale, abbiamo scritto delibere con comitati di strada, abbiamo dato forza ai giovani e finanche agli antagonisti e ai centri sociali”. La guida della città affidata a Manfredi “penso sarà molta complicata. Ci vuole un fisico bestiale. E poi – spiega l’ex Pm – è bello fare il sindaco con il mandato del popolo e non dover dare conto a 22 segretari di partito. Bisogna però sempre vincere le elezioni che non si vincono a tavolino”.

“Dicemmo tempo fa che il rinvio delle elezioni da febbraio ad aprile in Calabria era di buonsenso e motivate sul piano sanitario. Io però dissi anche: “Perché non farle a luglio?” Poi eventualmente si rinviano, ma dicemmo che fu un patto politico: bisognava dare il tempo ai partiti di provare a trovare i candidati. Si sospende un momento di democrazia fondamentale e parlo soprattutto della Regione Calabria che a ottobre sarà da un anno senza presidente”. Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ai microfoni di radio Crc. “In piena pandemia in Calabria – ricorda l’ex Pm – c’è un facente funzioni che dovrebbe fare ogni giorno solo ordinaria amministrazione, invece assume portaborse, persone, dà prebende, fa con il denaro campagna elettorale. Ma questo a governo e parlamento non importa. Voglio vedere se ci fossimo trovati nelle stesse condizioni in Lombardia o Lazio, Regioni sotto i riflettori della politica nazionale. Credo che sia una responsabilità molto grave che si è assunto il Paese di sospendere la democrazia. A luglio ci sono e ci sarebbero tutte le condizioni per votare”. “Per le amministrative – spiega de Magistris riferendosi alla tornata per eleggere il nuovo sindaco di Napoli – lo stiamo capendo in questi giorni che il rinvio è politico e non pandemico”.

“Catello Maresca si è capito a chi parla. Lui annuncia sui social la partecipazione a un dibattito e il primo che ha messo la bollinatura su Maresca è Amedeo Laboccetta. Il quadro in cui si colloca Maresca non è un quadro civico, ci sta pure qualche pezzo di civismo ma è un forte quadro di centrodestra. Mi sembra evidente”. Lo spiega a radio Crc il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Per l’ex Pm questa situazione ha creato “zavorra sulle ali di Maresca che, invece, e lo dico con rispetto ma con la critica politica necessaria in democrazia, ha perso una serie di occasioni: l’ambiguità nel fare campagna elettorale con la toga addosso, si è arrampicato sugli specchi per dare una spiegazione, il fatto di non presentarsi come civico ma accompagnandosi a pezzi del centrodestra tradizionale, alcuni anzi anche molto discussi e discutibili. Credo che lui non sia riuscito per ora a imporre l’aspetto civico della candidatura”.

“C’è anche Alessandra Clemente, l’unica donna candidata. La partita io la vedo ancora aperta. Lei sarà assolutamente in campo”. Lo assicura il sindaco di Napoli Luigi de Magistris in una intervista a radio Crc. “Lo schieramento è bipolare, Manfredi da una parte e Maresca dall’altra. Ma – osserva l’ex Pm – insegna la storia della politica e delle elezioni dei sindaci, che la candidatura di Alessandra è sicuramente la più fresca e quella che suscita più entusiasmo. È donna, è giovane, oggi non c’è alcuna ragione per ritirare una candidatura di questo tipo”.

“Maresca ora fa politica, deve iniziare a entrare nella dialettica politica perché se vuole entrare nella pungolatura non penso che ne possa uscire vincitore. Mentre faceva il Pm stringeva accordi elettorali, questa è una cosa che io personalmente non ho mai visto”. Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris a radio Crc. Rispondendo alle critiche che gli ha rivolto Catello Maresca, secondo cui “il sindaco è sempre in tv, beato lui”, l’ex Pm spiega che “probabilmente si riferiva a se stesso. Capisco che è sempre difficile rispondere alle pungolature. Quando dice “Beato lui” si riferiva a sé stesso”. “Se un politico va in tv è nell’ordine naturale delle cose, semmai è lui che mentre faceva il magistrato – osserva de Magistris – stava forse più in tv a presentare libri e a fare campagna elettorale. Se facciamo uno più uno più uno non so quanto tempo gli rimaneva per fare il magistrato. Penso che ci voglia una legge che non consenta al magistrato, una volta entrato in politica, di tornare a fare il magistrato. Nel momento in cui entri in politica, anche se sei la persona più autonoma del mondo, tu ti sei schierato. Credo si ponga un problema legislativo – osserva l’ex Pm – ma ogni volta ripetiamo le stesse cose: anche ieri sentivo i vertici dell’Anm dire, a proposito di Catello Maresca, che bisogna intervenire urgentemente. Poi ci sono casi limite o oltre il limite, come è il caso di Maresca, che ha fatto campagna elettorale con la toga addosso e si candida dove ha esercitato funzioni da Pm. Lui ha incartamenti che riguardano tutta la città. Vi sembra possibile fare campagna elettorale in questo modo? È un danno per l’immagine della magistratura”.

(Nac/ Dire)

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