Carabinieri Forestale sequestrano due aree nel Parco Regionale ‘Roccamonfina-Foce del Garigliano’

Questa mattina, personale della Stazione Carabinieri Forestale di Roccamonfina (CE) ha dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo di due distinte aree boscate, ricadenti nell’area protetta del Parco Regionale “Roccamonfina-Foce del Garigliano”, dell’estensione complessiva di circa 26.000 mg, ubicate in comune di Conca della Campania (CE), alla località Petiano, sulle pendici del vulcano di Roccamonfina.

Il decreto di sequestro preventivo è stata emessa dal GIP presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di: D.C. cl.’53, gravemente indiziato di aver dato luogo ad interventi di soppressione della copertura arborea, in assenza della necessaria autorizzazione paesaggistica, integrando in tal modo il reato previsto dall’art. 181 del D.lgs. nr. 42/2004.

La condotta illecita è stata accertata in conseguenza di articolate indagini svolte dai militari della Stazione Carabinieri Forestale di Roccamonfina, dirette e coordinate da questa Procura, avvalendosi anche della collaborazione di esperto Agronomo, nella qualità di ausiliario della polizia giudiziaria.

Tali interventi sulle aree boscate operati dall’indagato, nel mese di marzo 2020, sono consistiti nella quasi totale asportazione, a mezzo di trattore con trincia meccanica della vegetazione costituente il soprassuolo boschivo. In particolare, la massiccia attività di trinciatura ha riguardato due aree boschive: una di circa 4800 metri quadri, prevalentemente ricoperta da Carpino e l’altra di circa 21.200 metri quadri, contenente primariamente essenze di Castagno.

Attualmente, nell’area di maggiore estensione, sono rimaste solo alcune ceppaie di castagno – essendo state distrutte tutte le altre specie forestali presenti (Orniello, Acero, Acacia, ecc) – e nel bosco di Carpino è stata asportata l’intera vegetazione ad eccezione di poche piante di età media compresa tra i 4 ei 6 anni, in alcuni casi non in perfetto stato di salute, dunque poco idonee alla riproduzione.

La quasi totale eliminazione della copertura vegetale posta in atto sulle aree oggetto di intervento, ha compromesso la fertilità e la stabilità dei suoli, con particolare riferimento ai fenomeni di erosione superficiale e profonda e ai potenziali rischi di smottamento del terreno, anche in virtù del fatto che il sito presenta pendenze accentuate e punti a ridosso dei corsi d’acqua.

Dalla visione delle ortofoto, riferite agli anni dal 2000 al 2012, nonché dagli accertamenti svolti presso gli Enti competenti, si è evidenziata l’immutata natura boschiva del sito in questione.

Tali interventi, eseguiti da D.C. in assenza dell’autorizzazione paesaggistica necessaria, ex art. 142 lett. f) e g) del D.lgs. 42/2004, sarebbero stati svolti per impiantare delle colture agrarie in luogo del bosco ivi radicato spontaneamente.

E’ opportuno evidenziare che i boschi, per la loro peculiare valenza paesaggistica-ambientale, nonché quali scrigni di conservazione di ecosistemi e biodiversità, sono sottoposti a speciale tutela penale dalla normativa nazionale a partire dal 1985 con la c.d. “Legge Galasso”.

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Redazione

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