Raid vandalico al liceo “Di Giacomo” di San Sebastiano al Vesuvio: danneggiata tendostruttura intitolata a Paolino Avella

Saranno i carabinieri della stazione di San Sebastiano al Vesuvio a far luce sui raid vandalici avvenuti durante la notte dello scorso venerdì 19 febbraio, al Liceo Di Giacomo e l’IC Salvemini, entrambi situati in via Falconi.

I due plessi scolastici hanno subito furti ed atti vandalici alle strutture sportive, da parte di ignoti.

I balordi entrati in azione hanno danneggiato anche la tendostruttura del liceo scientifico “Salvatore di Giacomo”, intitolata a Paolino Avella, giovane vittima innocente della criminalità, morto all’età di 17 anni, il 5 aprile del 2003, nel tentativo di fuggire ai due malviventi che volevano rubargli lo scooter. Studente del liceo “Di Giacomo”, Paolino venne intercettato dai due rapinatori, proprio all’uscita di scuola. Per questo motivo, le istituzioni hanno voluto intitolare alla sua memoria la tendostruttura allestita nel liceo, con il chiaro intento di indirizzare un tributo perenne a quello studente, morto troppo presto, per mano della criminalità ordinaria.

I vandali entrati in azione lo scorso venerdì hanno tagliato e imbrattato la tendostruttura e hanno distrutto delle sedie collocate all’esterno, disperdendone i pezzi all’interno del campo di pallavolo poco distante.

Un atto di violenza che oltre ad oltraggiare i valori di cui la scuola si fa portatrice, profana la memoria di una giovane vita spezzata da una logica che poco si discosta da quella che ha legittimato gli autori di quel raid ad agire in quel modo.

Vandali incapaci di indietreggiare perfino dinanzi al ricordo di una vittima innocente della criminalità per portare in scena quel modus operandi che, a dispetto degli ormai 18 anni trascorsi dalla tragica morte di Paolino, conferma quanta strada ci sia ancora da percorrere per far sì che quel tragico evento risuoni nelle coscienze della comunità vesuviana come un perentorio “mai più”.

Il primo cittadino di San Sebastiano, Salvatore Sannino, ha condannato con fermezza l’accaduto: “Ricostruiremo quello che è stato distrutto e che, negli anni, era stato costruito con impegno, sacrificio e dedizione quotidiani dalle Dirigenze in collaborazione con l’ente comunale e metropolitano.”

Avrei voluto recarmi in visita al liceo per manifestare alla preside Landolfi la mia solidarietà – afferma Alfredo Avella, padre di Paolino e presidente dell’associazione “Paolino Avella Onlus”ma la pandemia in corso mi ha costretto a rinunciare. Per ovvie ragioni sono molto legato al liceo e alla tendostruttura che porta il nome di Paolino. La notizia del raid mi ha tendostruttura. La notizia del raid mi ha addolorato molto, ma al contempo lo interpreto come un evento scatenante, al quale deve seguire una replica altrettanto forte e perentoria da parte delle istituzioni e di tutti coloro che credono nella legalità e si lasciano ispirare quotidianamente da valori e principi sani che troppo spesso vengono sopraffatti da simili atti di ordinaria barbarie. Questi ultimi atti di vandalismo devono scuotere le coscienze della comunità e rappresentare un forte monito a rimboccarsi le maniche per riappropriarci dei nostri luoghi e ripristinare il decoro e la bellezza, lì dove degli atti scellerati hanno imposto degrado e devastazione. Pertanto, intendo promuovere quanto prima una serie di iniziative finalizzate non solo a tener vivo il ricordo di Paolino, ma anche ad avvicinare i giovani a valori e principi che troppo spesso vengono sbeffeggiati da simili atti di violenza.”

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Redazione

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