Aversa. Antonio Maria Rascato lascia la guida del Nucleo Emergenza Sociale

Ha coordinato i volontari che hanno assistito migliaia di aversani dall’inizio della Pandemia. È Antonio Maria Rascato che lascia la guida del Nucleo Emergenza Sociale per motivi di lavoro. Tra pochi giorni, infatti, comincerà la sua avventura dietro la cattedra dell’istituto Giovanni Cena di Ivrea. “Per me siete stati la mia seconda famiglia”, ha detto Rascato nel salutare i volontari.

“Abbiamo assistito migliaia di persone, consegnati migliaia di pacchi alimentari, spese, farmaci, assistito migliaia di persone in quarantena, anche solo con una chiacchiera”, continua. “Con ognuno di Voi ho portato avanti sempre un’idea: aiutare le persone. Aiutare chi non può mangiare, aiutare chi non può uscire, aiutare chi si sente solo e abbandonato, far vivere la normalità anche a chi sta vivendo una situazione unica, quella della quarantena. Questi sono stati sempre, dall’inizio, i motivi di un lavoro che non aveva orari, che non aveva giorni di festa, che ci ha fatto lavorare anche fino all’una di notte a Pasqua o Ferragosto, che non aveva limiti, un lavoro di volontariato che non si è mai fermato davanti a nulla. Tutto questo è stato possibile grazie ad ognuno di Voi: i volontari. Insieme siamo stati i fautori del più grande sistema di assistenza a 360 gradi che si sia mai visto prima”. Nel giorno dei saluti, non sono mancati, da parte di Rascato anche i ringraziamenti all’assessore alle Politiche Sociali Ciro Tarantino, al sindaco Alfonso Golia “per la disponibilità mostrata in ogni momento difficile”, a don Carmine Schiavone, ed a tutti i ragazzi della Caritas, nonché a “Luca Abate, Coordinatore della Protezione Civile di Aversa, per l’immenso lavoro fatto insieme” ed a tutte associazioni con le quali abbiamo collaborato e tutte le aziende ed i privati grazie ai quali siamo riusciti a raccogliere tonnellate di prodotti.

Ringranziamenti anche dall’assessore Tarantino e il sindaco Golia.

“Voglio pubblicamente ringraziare Antonio Rascato che da marzo ad oggi ha profuso il massimo impegno per la città, coordinando con professionalità e dedizione i volontari impegnati nelle attività per fronteggiare l’emergenza Covid – dice il primo cittadino -. Un impegno cresciuto con il passare dei mesi e che non si è mai fermato. Oggi anche grazie al suo impegno Aversa ha uno straordinario gruppo di volontari, il Nes, che non si risparmia mai. Grazie Antonio, in bocca al lupo per tutto”.

“Sono contento per Antonio –dichiara l’assessore alle Politiche sociali Ciro Tarantino –e sono certo che, conoscendolo, comunque, troverà il modo per continuare a collaborare con l’esperienza dei NES, che ha fortemente contribuito a fondare. Così come sono certo che chi lo sostituirà farà un ottimo lavoro. Mi permetto allora, per la prima volta pubblicamente, di ringraziare Antonio per l’impegno profuso a favore della popolazione più vulnerabiledella città. Per mesi, ha coordinato i tanti volontaricoinvoltinelle azioni di assistenza alla popolazione,con dedizionecerto, ma soprattutto con professionalità. I numeri dei cittadini di cui ci si è presi cura in questi mesi – ha ragione Antonio – sono davvero imponenti. Inoltre, grazie ad Antonio e ai molti volontari stabili – una comunità ormai –, dopo la prima, difficilissima, fase emergenziale, abbiamo istituito all’interno della Protezione civileil Nucleo Emergenza Sociale. Così, Aversa, è la prima città che, oltre ai NAS, ha i NES per venire incontro alle emergenze sociali”. Aggiunge l’assessore: “Il mio ringraziamento è ancora più sentito perché Antonio, con la sua opera di coordinamento dei volontari, purgiovanissimo, si è assunto una responsabilità pesante, in una situazione che nessuno aveva mai vissuto prima. Per mesi, infatti, questo piccolo, silenziosoe giovane esercito della solidarietà è stato continuo bersaglio di calunnie da parte di diffamatori da divano in pantofole, mentre loro tutti i giorni portavano assistenza a concittadini contagiati e disagiati. Infatti, una triste consuetudine cittadina di atavico immobilismo prevede che se non si fa niente tutto va bene, appena si fa qualcosa, fioccano solo critiche disinformate. Purtroppo, in questa città, molti sono osservatori professionali del dito ma non hanno idea di dove si trovi la luna”.

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