Aversa. Sfratto per la sezione cittadina della Lega nazionale per la difesa del cane

“Liberare i locali entro 10 giorni”. E’ in sintesi il contenuto della lettera inviata ad Emma Gatto, responsabile della Lega nazionale per la difesa del cane, dall’ASL Caserta. L’associazione utilizzava con regolare contratto e fitto, i locali dell’azienda sanitaria locale all’interno della Maddalena ad Aversa.

Uno sfratto senza movitazione per la responsabile dell’associazione che da anni, a proprie spese, si prende cura di cani abbandonati e di mettere in piedi, grazie all’ausilio di altre associazioni, manifestazioni ed eventi a difesa degli amici a quattro zampe.

Dietro a questo avviso si nasconde probabilmente un tentativo di speculazione sul complesso della Maddalena da parte dei vertici dell’ASL. Uno sfratto che non trova nessuna spiegazione. Spesso e volentieri, la struttura usata dalla Lega del Cane è stata danneggiata dalla caduta degli alberi e l’ASL è stata sempre assente nel farsi carico dei lavori, lasciando la signora Gatto sola nel riparare danni causati anche da atti di vandalismo.

“Ho sempre pagato il canone. Il motivo dello sfratto? Vogliono che paghi 10 anni arretrati, per consumo di acqua e luce. Ebbene per circa 8 anni ho pagato il doppio del canone che mi spettava pagare per legge (a rigor del vero, non avrei dovuto pagare nulla, per i molteplici requisiti dell’associazione che rappresento). Non ho mai chiesto il rimborso”. Lo dichiara Emma Gatto, responsabile della Lega nazionale per la difesa del cane.

“I lavori per il servizio idrico ed elettrico sono stati eseguiti a mio totale carico rispettando le normative CEE in materia. Il tetto, fradicio e pericolante (quando pioveva cadeva acqua) è stato rifatto sempre a mio totale carico. Tre mesi fa un albero secolare, in seguito ad una tempesta, è caduto sul tetto provocando danni ingenti: nuova apertura del soffitto con conseguente caduta di acqua piovana. Ancora una volta, a mie spese, ho provveduto a rimuovere l’albero e riparare il soffitto. Per legge, l’inquilino (io, in questo caso) deve contribuire solo al 6/% a queste spese invece ho sempre provveduto da sola, con sacrifici immani, senza trascurare il benessere di quei cani che accudisco con sacrifici indescrivibili da 14 anni. L’ASL Caserta dovrebbe restituirmi circa 20mila euro che ho chiesto di considerare come rimborso per il pagamento del consumo di acqua e luce che richiede invece entro il 15 Marzo devo consegnare la struttura. Ora Frittella, che solo Dio sa quanti sacrifici mi costa; Solitario, circa 17 anni, sordo e cieco; Ciro senza un occhio; Pirro, 10 anni, ed altri dovrebbero andare al canile? Come diceva Totò: ma mi faccia il piacere! Dovete passare sul mio corpo”.

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Redazione

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