Europee, l’annuncio del PCI

Il Partito Comunista Italiano, in relazione all’imminente scadenza elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo, ha promosso un ampio confronto con le diverse forze comuniste e della sinistra italiana al fine  di verificare la possibilità di dare vita ad una lista comune  che, nel rispetto dell’autonomia politica ed organizzativa di ogni  singola componente, rappresentasse una proposta di radicale alternativa alle politiche che hanno  caratterizzato e continuano a caratterizzare, in ossequio al pensiero neoliberista, l’Unione Europea”. E’ quanto scrive in una nota il coordinamento nazionale delPartito Comunista italiano.

“In questa complessa fase sociale, economica e politica, la concreta, reale e coerente alternativa al neoliberismo non può in alcun modo essere rappresentata dalla Lega, portatrice di una cultura politica di destra, rozza, conservatrice, del tutto incapace di rispondere adeguatamente sia ai drammatici fenomeni che connotano la nostra epoca (immigrazione in primis), sia alle esigenze di milioni di lavoratori e lavoratrici italiani. Il   Movimento 5 Stelle, un tempo propugnatore di una confusa e velleitaria protesta (alla base delle sue fortune elettorali), ha poi dimostrato, una volta diventato il primo partito del Paese dopo il voto del 4 marzo 2018 e giunto a responsabilità di governo, tutta la contraddittorietà del suo programma e la sua sostanziale subalternità alle politiche del partner governativo”.

“L’Italia vive uno dei momenti più difficili dalla nascita della Repubblica, perché, proprio in virtù della debolezza culturale e programmatica dei 5 Stelle, e del protagonismo e dell’arroganza   della Lega, sta crescendo e consolidandosi un pesante clima conservatore e di destra, che mira a trasformare nel profondo i caratteri costitutivi della nostra democrazia, ponendo in discussione, nei fatti, il suo carattere progressivo e antifascista, peraltro già ampiamente compromesso dalle politiche dei precedenti governi di centro destra e centro sinistra.

Di fronte a tale contesto, il PCI, come si è detto in precedenza, aveva proposto, per le imminenti elezioni europee, alle altre forze della sinistra e comuniste, una lista comune che ponesse al centro dei suoi programmi una svolta profonda e significativa, una seria e netta rottura con le ricette neoliberiste. Purtroppo l’esito del confronto ha fatto registrare una diversità di vedute in merito alla strategia più efficace nel contrapporsi al neoliberismo e il PCI ha dovuto prendere atto della indisponibilità dei propri interlocutori a dar vita ad una formazione elettorale unitaria che, nel rispetto dell’autonomia delle componenti e della loro simbologia, avesse come elementi caratterizzanti il NO all’Euro, all’Unione europea e alla NATO. Il Comitato centrale, riunitosi il 2 febbraio, ha quindi deciso di procedere alla raccolta delle firme necessarie per poter presentare la propria lista ed il proprio simbolo .In tutta Italia vi saranno, quindi, banchetti per  illustrare ai cittadini il programma elettorale e raccogliere le sottoscrizioni. I comunisti hanno ben presenti le difficoltà che una tale scelta comporta, ma sono animati dalla convinzione che occorra, oggi più che mai, introdurre nella prossima campagna elettorale i temi centrali della crisi economica, della gabbia rappresentata dall’ Euro, dei pericoli che corre la democrazia italiana, dell’aggressività dell’imperialismo statunitense, dell’arroganza delle potenze europee, del risorgente nazionalismo italiano”.

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Redazione

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