Prata Sannita. Oro Sant’Antonio, Forza Nuova ‘interroga’ il vescovo Di Cerbo

Scomparso tutto l’oro di Sant’Antonio, santo di Prata Sannita, piccolo centro del Matese. Da quanto si apprende sarebbero scomparsi dalla curia di Piedimonte Matese diversi chili di oro antico. La scoperta dell’ammanco sarebbe stata fatta dall’allora parroco Don Arnaldo.

Sulla vicenda è intervenuta anche la locale sezione di Forza Nuova Prata Sannita che chiedono al vescovo della diocesi di Alife – Caiazzo la verità dei fatti. “Il cinque maggio 2015, – scrivono i dirigenti nazionalisti a Sua Eccellenza – Ella indirizza alla vicepresidente pro-tempore sig.ra Anna Riccio e ai componenti del Comitato Festa “S. Antonio” una nota con la quale, dopo aver dichiarato sciolto lo stesso comitato, intima, pena l’adizione delle vie legali, la consegna dell’oro votivo all’amministratore parrocchiale Sac. Arnaldo Ricciuto. Il 23/05/2017, i sigg. Anna Riccio; Domenico e Armando La Banca rimettono nelle mani dell’amministratore quanto richiesto. Il 13 agosto successivo, l’oro viene regolarmente esposto ad ornamento della statua del Santo. Risulta, poi, agli scriventi che l’oro in questione, in data 8 settembre stesso anno, presumibilmente dopo averlo portato egli stesso a Piedimonte Matese, viene lasciato in custodia dal più volte citato amministratore Don Arnaldo al Sac. Angelo Salerno che si premura di depositarlo nella cassaforte degli uffici di curia. Si diffonde in paese la voce che dell’oro si siano perse le tracce. In data 29 novembre 2016, a seguito di pressanti richieste provenienti da più parti, Ella aderisce all’invito e incontra la comunità pratese nella chiesa parrocchiale di S. Pancrazio Martire. Nel corso di una vivace discussione, Ella medesima dichiara che la cassaforte non presenta segni di effrazione, ma, nonostante puntuali e ripetute domande in tal senso, rifiuta di fornire spiegazioni sul perché la richiesta perentoria di consegna riguardò solo l’oro di Sant’ Antonio e unicamente la parrocchia di Prata Sannita. Promette, a conclusione di tenere aggiornata la cittadinanza sullo sviluppo delle indagini interne alla curia, impegnandosi a versare in favore della cittadinanza la somma di 2000 euro a titolo di simbolico risarcimento. A distanza di due anni, Le chiediamo se intende rispettare gli impegni assunti e doverosamente soddisfare le legittime aspettative di trasparenza dei fedeli di questa comunità, pena la credibilità della Curia e della Chiesa. Vorrà, infine, informare sull’oro votivo in onore di S. Lucia”.

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Redazione

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