(VIDEO) Tv. Il Cacciatore: rivedi gli episodi (04/04/2018)

l Cacciatore – liberamente ispirato alla vera storia del magistrato Alfonso Sabella, narrata nel libro Cacciatore di Mafiosi – racconta le vicende di Saverio Barone (Francesco Montanari), un PM che nei primi anni ’90, appena trentenne, diventa il protagonista della caccia ai mafiosi nella stagione immediatamente successiva alle stragi di Capaci e via D’Amelio,  dove perdono la vita i giudici Falcone e Borsellino. Un PM che mette in ginocchio l’intera mafia corleonese, mandando dietro le sbarre centinaia di mafiosi.


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LA STORIA
Una scalata fatta d’intuito, istinto e ambizione, che inizia il giorno in cui Saverio, PM emergente della procura di Termini Imerese, decide di denunciare il proprio capo, Salvatore Donà (Vincenzo Pirrotta), sospettato di collusioni con la mafia. Una scelta che rischia di stroncare per sempre la carriera del giovane PM, ma che finisce per attirare l’attenzione di Andrea Elia (Roberto Citran), nuovo procuratore capo di Palermo, che propone a Saverio di entrare nel suo pool antimafia. Barone, da un giorno all’altro, si trova proiettato in un universo nuovo, attraente e pericoloso: alla procura di Palermo è il più giovane, il meno esperto, e i colleghi più grandi lo trattano con sufficienza; lo chiamano “cacanidu”, l’ultimo uccellino della covata e il primo, di solito, a lasciarci le penne. Ma Saverio sa presto dimostrare il proprio talento e si guadagna il diritto di fronteggiare il male assoluto, il giorno in cui gli vengono assegnate le indagini su Leoluca Bagarella (David Coco) e Giovanni Brusca (Edoardo Pesce), boss mafiosi accusati di centinaia di omicidi, mente e braccio dietro l’omicidio di Giovanni Falcone e responsabili del rapimento e della detenzione di Giuseppe Di Matteo (Antonio Avella), dodicenne con la sola colpa di essere figlio di un pentito di mafia. Un confronto quotidiano con l’orrore che inevitabilmente porta Saverio a isolarsi nella sua ossessione e a distruggere tutto quanto di buono, nel tempo, ha saputo costruire attorno a sé: a partire dalla relazione con Giada (Miriam Dalmazio), che solo pochi mesi prima gli ha dato una figlia, Carlotta.

Il Cacciatore è la storia della discesa agli inferi di un giovane PM, ma in parallelo racconta anche il privato di quei boss sanguinari a cui Saverio dà la caccia. Di Leoluca Bagarella, Don Luchino, capo supremo della mafia palermitana, per esempio, si racconta che nonostante l’enorme potere, vive il dolore di non riuscire a concepire un figlio con sua moglie Vincenzina (Roberta Caronìa). Si scava poi nel rancore di Giovanni Brusca, che mal sopporta la sua eterna condizione di latitante e sogna di costruire un castello – la sua villa di Borgo Molara – e di scalzare Bagarella dal trono di capo dei capi. Si entra infine nella soggettiva di Tony Calvaruso (Paolo Briguglia), giovane autista di Bagarella che si illude di poter vivere e arricchirsi grazie alla mafia, senza doversi sporcare le mani e la coscienza. Una serie, insomma, che non è solo la storia di un cacciatore, ma è anche la storia delle sue prede.

EPISODIO 7 – “Cacciatori”
Bagarella, in lutto, decide di sospendere la guerra. Tony ha così l’opportunità di dedicarsi a un nuovo business: un negozio di jeans da gestire insieme a Tullio Cannella. Mazza, intanto, sta battendo una nuova pista su Pasquale Di Filippo, boss di Corso dei Mille, vicinissimo a Bagarella. Saverio invece ha visto spuntare, tra le carte dell’indagine, il nome di Lucio Raja, l’uomo che da giovane gli ha insegnato a cacciare. Il passato di Saverio fa breccia nella storia e le piste investigative si dividono. Ma per poco: presto viene fuori che proprio Raja sta aiutando Di Filippo nella latitanza.

EPISODIO 8 – “L’eredità”
L’indagine su Raja ha svelato il covo in cui si nasconde Di Filippo. I nostri mettono il covo sotto osservazione e lo riempiono di cimici, nell’attesa di un elemento che possa portarli a Bagarella. Intanto Don Luchino interrompe il periodo di lutto. Lo fa ordinando l’omicidio di un uomo di Giovanni Brusca, sospettato di “parlare con gli sbirri”. Brusca incassa l’ennesimo atto di sfida di Bagarella senza battere ciglio. Del resto, in questi giorni può guardare con fiducia al futuro: si è appena fatto costruire una grande villa, il castello da cui iniziare la ricostruzione del suo impero.

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Redazione

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