Tv. Indietro Tutta! compie 30 anni

Esattamente il 14 dicembre 1987 intorno alle 22.30 andava in onda Indietro tutta! la popolare trasmissione televisiva di Renzo Arbore e Ugo Porcelli con Alfredo Cerruti e Arnaldo Santoro, condotta da Renzo Arbore e Nino Frassica, in diretta dal lunedì al venerdì in seconda serata su Rai2.

Il programma, sotto l’apparenza di un gioco a premi dove si sfidano concorrenti del Nord e del Sud Italia, è in realtà un varietà, sebbene sui generis, con forti intenti satirici verso la televisione stessa, i suoi stereotipi e i suoi contenuti.

Tra gli elementi satirici, oltre alle scenografie ed ai costumi volutamente ed esageratamente sfarzosi e grotteschi, spiccano ad esempio le Ragazze Coccodè, che ballano vestite con costumi da galline, antesignane (come le contemporanee Ragazze fast food di Drive in e le Littorine di Odiens) delle più attuali veline e similari, o lo sponsor immaginario della trasmissione, il Cacao Meravigliao.

Memorabili alcune gag che hanno alimentato autentici tormentoni: “Volante uno Volante due” (le voci di due poliziotti, l’agente Frontoni della Volante 1 e l’agente Frangipane della Volante 2 – alias Alfredo Cerruti ed Arnaldo Santoro, coautori del programma – che per un contatto “entravano” in onda durante la lettura del regolamento); “chiamo io … chiama lei” (la voce del prof. Pisapia – ancora Alfredo Cerruti – rinchiuso sotto la tolda della nave a guardare la TV, che chiosava con Arbore); “manaccia!” (l’espressione di dispiacere con cui Frassica sottolineava la risposta sbagliata da parte di un concorrente).

Si ricordano anche gli sketch di Michele Foresta, più noto successivamente come Mago Forest, un esordiente Francesco Paolantoni nei panni di Cupido, il “gonghista” Fulvio Falzarano e tra le vallette del programma figuravano anche una giovanissima Maria Grazia Cucinotta e Feliciana Iaccio, entrambe nel ruolo di guardiane della cella di Pisapia, oltre alla Miss Sud Nina Soldano ed alla Miss Nord Adriana Alves de Oliveira.



Si pensi a tal proposito a elementi quali la “regia in diretta” di Renzo Arbore, che dirige con due consolle video la trasmissione mentre è in diretta.

Alcune battute dei protagonisti divengono dei veri e propri tormentoni, così come le varie canzoni eseguite in diretta: Sì, la vita è tutt’un quiz (sigla di apertura), Vengo dopo il tiggì (sigla di chiusura), Pirulì e Cacao Meravigliao. Quest’ultima finta sponsorizzazione prevedeva un balletto delle ragazze Cacao meravigliao (di cui solo una era veramente brasiliana) sulle note di un jingle facilmente orecchiabile, con musicalità dai toni esotici cantato da una giovanissima Paola Cortellesi.

La trasmissione originariamente doveva andare in onda alle 23.10, come Quelli della notte, ma fu lo stesso Renzo Arbore a chiedere che venisse anticipata alle 22.30, così da andare in onda prima del telegiornale: non a caso la sigla di chiusura della trasmissione, scritta dallo stesso Arbore con Claudio Mattone e intitolata Vengo dopo il tiggì, parlava di una famiglia in cui la moglie si coricava al termine di Indietro tutta! mentre il marito aspettava di vedere il telegiornale prima di raggiungere la consorte.

Ieri sera su Rai 2 è andata in onda la prima delle due puntate celebrative (la seconda il 20 dicembre alle 21.05) “Indietro tutta 30 e l’ode”, il programma che segna il ritorno di Renzo Arbore e Nino Frassica a trent’anni dalla storica trasmissione “Indietro tutta. Con la partecipazione di Andrea Delogu.

Boom di ascolti per Indietro Tutta 30 e l’Ode (in onda dalle 21.24 alle 0.19) ha tenuto incollati alla tv 3.888.000 spettatori strappando il 19.2% di share.

A tenere le fila di questo racconto Andrea Delogu e, naturalmente, gli artefici di quel successo anche se i due artisti tengono a precisare: “non siamo più quelli di una volta”. Un evento celebrativo che adotterà la stessa formula che quotidianamente accade quando Arbore incontra i giovani in decine di aule universitarie italiane, dove “Indietro Tutta” è studiato e analizzato come modello di televisione “sui generis”, alternativo e affidato rigorosamente all’improvvisazione.

Sarà un’occasione per ricordare a chi quella stagione l’ha vissuta – e per raccontare, invece, a chi non c’era – cosa è stato un programma al tempo stesso popolare, nazionale, ma anche ricercato e molto amato dalla critica. Capace di incidere sul costume italiano, con i suoi tormentoni e modi di dire.

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Redazione

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