Napoli. Procura archivia caso Cantone, Borrelli: “In rete ci sono ancora video e immagini che offendono sua memoria”

“Ho incontrato Maria Teresa Giglio, la mamma di Tiziana Cantone che, al di là della decisione di archiviare le inchieste tese a chiarire chi e perché aveva istigato la figlia al suicidio, continua a lottare perché, in rete, ci sono ancora i video hard e tanti altri, compreso uno che addirittura la associa a Gomorra, che ricordano quella brutta vicenda che ha portato una ragazza a suicidarsi perché stanca di dover continuare a sopportare la gogna mediatica in cui era finita. E’ assurdo che le piattaforme e i social non abbiano spontaneamente eliminato tutti questi video”. Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione politiche sociali, che ha chiesto alla signora Giglio “di essere tra i primi a iscriversi all’associazione Tiziana Cantone per le altre che è stata costituita per aiutare le altre vittime di cyberbullismo a uscire allo scoperto e a difendersi”.

“Voglio sostenere la battaglia di questa donna che ha perso la figlia e che non riesce a ottenere una cosa che dovrebbe essere naturale: la rimozione di tutte le immagini e i video che continuano a offendere Tiziana” ha aggiunto Borrelli ricordando che “il Consiglio regionale ha approvato una legge regionale contro il cyberbullismo, ma servono interventi legislativi a livello nazionale perché è assurdo che, dopo la tragedia del suicidio di una giovane donna stanca di essere presa di mira su internet, le grandi multinazionali ancora permettano che circolino video e immagini nonostante le richieste di rimozione avanzate dalla mamma”.


http://www.larampa.it/2017/12/13/suicida-dopo-il-video-hot-il-tribunale-archivia-linchiesta/

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Redazione

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