Diffamazione da un ragazzo di Villa Literno, Serra in Procura: “Scuse pubbliche o querelo”

Un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli e per conoscenza a quella di Santa Maria Capua Vetere, è stato presentato dal presidente nazionale di Alternativa Futura per l’Italia, Pietro Serra, contro Attilio Corso, il giovane di Villa Literno dal quale aveva preso le distanze, a nome del movimento, dopo la pubblicazione di alcune foto che lo ritraevano in serate di nudismo. Nel frattempo, un secondo atto potrebbe arrivare da un giovane di Antrodoco, nella provincia di Rieti, destinatario di messaggi non meglio specificati.

«E’ una vicenda dolorosa che ha avuto esiti finora impensabili», ha commentato in una nota stampa il leader dell’AFI, che chiarisce: «Sono stato diffamato da alcune persone vicine a Corso e nel frattempo c’è stato un repentino deterioramento nei rapporti. Su questo nuovo caso, non posso dire molto, ma ribadisco che non ha niente a che vedere con la dissociazione del movimento. Bensì, si tratta di un fatto eccezionale e gravissimo per il quale si è reso necessario l’intervento della Procura, da cui attendo gli sviluppi».

Ma la lista degli indagati potrebbe allungarsi. Lo scorso 19 settembre un altro esposto era stato depositato alla Procura della Repubblica di Napoli dopo la pubblicazione di un articolo ritenuto diffamatorio da una testata locale. In quel caso il leader dell’AFI aveva puntato il dito contro Claudio Finelli e il direttore, ritenuto corresponsabile nella divulgazione della notizia. Elementi raccolti, insieme a false testimonianze, sul quale la magistratura napoletana starebbe indagando.

«Sono pronto a ritirare qualsiasi atto giudiziario qualora mi venissero formulate delle scuse», taglia corto il presidente. E conclude: «Sto valutando, insieme al mio legale ulteriori azioni nei confronti di alcune persone di Cancello ed Arnone (CE), Lusciano (CE), Maddaloni (CE), Villaricca (NA) e un altro giovane di Villa Literno ma residente a Milano. Sono sicuro che il buonsenso prevarrà con le scuse degli interessati. A nessuno, soprattutto chi sta nel torto, gioverebbe intraprendere una battaglia legale. Meglio non svegliare il can che dorme».

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Redazione

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