Aversa. Celebrati ieri i funerali di Michele Marino, l’operaio di 57 anni ex GeoEco

Ieri si sono celebrati i funerali di Michele Marino, l’ex operaio di 57 anni del consorzio GEOECO, suicidatosi per la disperazione che lo attanagliava da anni data la perdita del suo amato lavoro.

Il dolore e la commozione l’hanno fatta da padrone in una chiesa quella di Santa Maria a Piazza, stracolma di cittadini, amici e parenti giunti a dare l’ultimo saluto, a quest’uomo, che con grande dignità e sacrificio, ha portato avanti la famiglia, e due battaglie legali sia di natura civile che penale, contro chi lo aveva sfruttato e raggirato. Durante il rito funebre, è stata letta una straziante, e commovente lettera in suo ricordo, dalla sua adorata figlia Melinda, questo il testo integrale:

“Caro babbo mio… se mi avessero detto cosa mi preservava la vita non ci avrei mai creduto… una roccia,un bello,un forte…Un uomo che semplicemente va definito “un babbo”… umile rispettoso pronto a stendere la mano per tutti ma pronto soprattutto a chiederla e a non averla MAI!Quante porte chiuse in faccia quante umiliazioni per chi come te altro non faceva che chiedere lavoro a chi ti ha sempre promesso e mai mantenuto…Nessuno si spiega il tuo folle gesto… una moglie che più che moglie è una santa una donna che non ha mai preteso nulla di materiale se non il tuo amore quello dei figli e una casa quiete…figli meravigliosi al quale tu insieme a mamma avete sempre insegnato il rispetto l umiltà e l amore per il prossimo…Un bambinone che tornava a casa e raccontava che finalmente ce l aveva fatta: zitt che chill ha detto che mi prende a lavorare.. e invece? Non era vero niente… sconforto delusione rabbia anche da parte nostra che molte volte ti abbiamo rimproverato dicendo: ma ti fai fare sempre fesso? un uomo che nonostante si arrangiava a tirare avanti non ha mai fatto mancare nulla in casa…un figlio pronto ad aiutare il padre,un fratello sempre pronto per una parola di conforto,uno zio premuroso,un nonno inimitabile, un suocero meraviglioso,un amico leale,uno che alle vittorie degli altri gioiva come se fossero personali! Nessuno mai considerava le tue lamentele ai problemi non provocati da te che puntalmente si sono avverate tutte, volevi salvare il mondo ma si sa…in questa vita terrena il mondo è degli ignari dei codardi di chi delle sue menzogne e cattiverie ne fa trofei…tu no…potrebbe sembrare una frase opportuna d’altronde gli esseri umani sono nati per “peccare”, ma tu a differenza di tanti essere umani hai sempre sbagliato sulla tua pelle non provocando mai dolore alla vita degli altri e non portando mai via qualcosa che non ti appartenesse…i tuoi errori sono stati di debolezza,errori dove forse tu volevi riscattarti alla vita… l’unico rammarico che porteremo sempre con noi è quello di non aver capito che dietro a quegli occhi sempre lucidi di chi sapeva emozionarsi anche con una semplice telefonata di un nipotino, nascondevano dolore debolezza e voglia di farla finita…avevi tanto da insegnarci e avevamo tante soddisfazioni ancora da darti… ci lasci con il dubbio di non poter mai capire cosa sia scattato in te quella mostruosa mattina… ma ti perdoniamo,con la speranza che esiste un altra vita dopo questa miserabile vita terrena e ti dia tutte le soddisfazioni personali che qui non hai avuto… sappi una cosa che non dovevi farlo la tua soddisfazione più grande doveva essere quella tavola di casa nostra sempre piena di noi del nostro amore e di tutti i racconti che ci facevamo sulla nostra quotidianità…babbo mio… guardaci dall’Alto e dona a tutti noi in particolare alla meravigliosa donna che circa 40 anni fa hai scelto come tua compagna di vita tanta forza e coraggio per andare avanti e di non cedere… noi da qui pregheremo affinché gli angeli i santi ti riportino tra le braccia di Dio e della madre celeste! Tu si semp tu e nisciun è meglio i te! Quello che è successo a mio padre è il risultato di una piaga sociale,oggi ha colpito babbo mio. Ieri ha già colpito qualcun altro e domani potrebbe colpire ancora qualcuno…vi prego facciamo qualcosa! Il cuore mio!”.

Christian de Angelis

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