Correre per la fede, Adriano Senese da Pignataro Maggiore a Pompei

“Correre sorretto dall’entusiasmo della fede, è come portare la fiaccola sempre accesa, della Parola del Vangelo, che è di amore e pace per tutti”. Ad affermarlo Adriano Senese, sottufficiale dell’Aeronautica Militare e sportivo, pluricampione di atletica leggera, al termine del singolare pellegrinaggio correndo a piedi da Pignataro Maggiore dove ha attraversato territori, situazioni climatiche anche avverse fino ad arrivare alle pendici del Vesuvio, all’ombra del campanile del santuario Mariano di Pompei dove è stato accolto da un bagno di folla e da scroscianti applausi e dei numerosi di fedeli nella basilica della Vergine. All’ingresso di Adriano Senese, tutti all’unisono hanno recitato una emozionante preghiera di ringraziamento.

“Nell’anno Santo della Misericordia, – dice emozionato Adriano Senese – Papa Francesco, ha affidato al popolo della chiesa, fatta dai fedeli, una consegna dal valore cristiano inestimabile, racchiusa in tre parole. Contemplazione, cioè tutti insieme, ed essere guida sulla strada della santità mettendo al centro della propria esistenza la presenza di Dio che ci illumina nel cammino della vita fatto anche di buoi fitto delle contraddizioni umane. Non a caso, la corsa verso Pompei è iniziata a notte fonda. Mi sono sentito carico di fede e guidato dal faro della Croce, ho iniziato la corsa a piedi come missione simbolica per tutti caricato dal fermento evangelico, che da sempre mi accompagna per proseguire ogni istante, con rinnovato entusiasmo nella fede”.

“Il mio impegno anche sportivo, come in tutti i gesti della mia vita, è di testimonianza apostolica da figlio della grande chiesa cristiana, fatta di uomini che hanno il compito prevalente di ascoltare e incoraggiare, soprattutto quanti vivono nella difficoltà e nella povertà, fino ad essere noi stessi testimoni di pace. Il mio sforzo fisico, in questa corsa, a piedi da Pignataro Maggiore a Pompei, è stato premiato dalla certezza di un abbraccio della Beata Vergine di Pompei nel bellissimo santuario mariano alle pendici del Vesuvio. Un vero e proprio camminare insieme nella Parola del Vangelo che – conclude – mi ha rinnovato nella fede, nei riguardi di un mondo che cambia e che ogni giorno costringe a ripensare al Vangelo come ad un tesoro che appartiene in una chiesa dove nessuno è delegato ma tutti responsabili”.

Franco Musto

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Redazione

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