La Storia di Aversa. L’Addolorata di Savagnano detta anche ‘La Madonna Ricca’

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Aversa è culla della spiritualità, lo dimostrano le numerose chiese, cappelle e monasteri che, nel corso dei secoli, le hanno fatto guadagnare l’appellativo di ”Città delle cento chiese”.

Numerose sono anche le processioni che si svolgono durante l’anno, ma una degli eventi più sentiti è quello dell’Addolorata, la cui cerimonia è superiore ad ogni altra in città per il numeroso e straordinario intervento dei fedeli. Prendono parte al rito persone di qualsiasi ceto sociale e di qualsiasi età, una tradizione che ancora si perpetua da secoli, e che risulta accertata già dal Settecento.

Il rito in onore della Mater Dolorosa di Savignano, che si venera nella Chiesa di S.Giovanni Battista, è un evento importantissimo. La statua, come ogni anno, è portata solennemente in processione dalle donne del quartiere, sulle note toccanti dell’inno composto dall’aversano Domenico Parmeggiano, una melodia che smuove sentimenti ed emozioni, anche dei non credenti. Avvolge il tutto, il commovente  coro dei bambini, le ”voci bianche”, che intonano il testo ”A questo fiero tronco…” .

La fervente devozione verso l’Addolorata, nell’antico rione di Savignano, portò ad ingenti donazioni da parte dei privati.  Difatti, un tempo, molti dei fondi nei dintorni di Savignano, compresi i terreni dove attualmente sorge la Variante (Supermarcato del surgelato Delfino), fino agli attuali parcheggi che si trovano dinnanzi al cimitero, erano di pertinenza della Chiesa di S. Giovanni Battista. Così, successivamente, la Vergine savignanese arricchì talmento tanto la sua ”dote”, da divenire per il popolo  ”l’Addolorata ricca”. Purtroppo, negli anni, quella cospicua eredità è andata completamente dispersa.

Esiste, però, un’altra processione in onore dell’Addolorata, la quale, si tiene sempre una settimana dopo (la domenica successiva). Tale rito vede sfilare il simulacro della Madonna (quasi gemello di quello savignanese), che si venera presso la Chiesa di S.Rocco, ubicata nel vecchio rione di S. Andrea. Il popolo aversano per distinguere le due processioni, è solito ricordare quest’ultima come ”l’Addolorata povera” (per il suo patrimonio esiguo), non essendo stata fortunata come la sua ”gemella aversana”.

 Luigi Cipullo

Redazione

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