La Storia di Aversa. L’Addolorata di San Rocco detta anche la Madonna Povera

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Aversa è culla della spiritualità, lo dimostrano le numerose chiese, cappelle e monasteri che, nel corso dei secoli, le hanno fatto guadagnare l’appellativo di ”Città delle cento chiese”.

Numerose sono anche le processioni che si svolgono durante l’anno, ma una degli eventi più sentiti è quello dell’Addolorata, una tradizione che ancora si perpetua da secoli ed è superiore ad ogni altra cerimonia in città per il numeroso e straordinario intervento dei fedeli. Prendono parte al rito persone di qualsiasi ceto sociale e di qualsiasi età.

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La Mater Dolorosa di San Rocco fu donata da un privato nel 1850, ed è venerata nell’antico quartiere di Sant’Andrea. Ogni anno, è portata solennemente in processione dalle donne del quartiere sulle note toccanti dell’inno composto dall’aversano Domenico Parmeggiano, una melodia che smuove sentimenti ed emozioni, anche dei non credenti. Avvolge il tutto, il commovente  coro dei bambini ”voci bianche” , che intonano il testo ”A questo fiero tronco…” . Negli anni addietro, questa ricorrenza era talmente sentita dagli aversani, al punto che, era dovere di ogni genitore agghindare i propri pargoli a festa, in onore della Vergine. I maschi solitamente reggevano una scalatta (simbolo della salita sulla croce di Cristo), mentre le femmine, invece, erano abbellite con graziosi abiti bianchi (simbolo di purezza) mentre reggevano canestri di fiori e candidi taralli, detti appunto ”taralli dell’Addolorata”.

Il popolo aversano è solito ricordare il simulcaro di San Rocco come ”l’Addolorata povera” (per il suo patrimonio esiguo), distinguendola ”dall’Addolorata ricca” che si venera del quartiere di Savignano e che viene portata in processione una settimana prima della sua gemella. La fervente devozione verso l’Addolorata, nell’antico rione di Savignano, portò ad ingenti donazioni da parte dei privati.  Difatti, un tempo, la Vergine savignanese possedeva molti terreni, compresi i fondi dove attualmente sorge la Variante (Supermarcato del surgelato Delfino), fino agli attuali parcheggi che si trovano dinnanzi al cimitero, tutti di pertinenza della Chiesa di S. Giovanni Battista.

La chiesa di San Rocco detta anche direttamente dell’Addolorata, è curata ed abbellita continuamente dalle offerte dei devoti, di cui fa parte la Congrega di S.Rocco (i cui confratelli sono vestiti di verde) e la Pia Associazione Femminile “Maria SS. Addolorata” , le cui zelanti sfilano con una fascia nera che sta a simboleggiare il lutto, dove sopra è impressa la frase ”Non v’è dolore uguale al mio”.

Molti aversani, e non solo, tendono spesso a confondere le due processioni, poiché, ironicamente, la sorte ha voluto che le parti si invertissero. Difatti, oggi  ”la povera” gode di una processione molto più pomposa rispetto alla ”ricca”.

Il forestiero che passa per Aversa durante questi momenti, potrà osservare come la modernità dei tempi non abbia scalfito quei riti misti di fede e memoria.

di Luigi Cipullo

Redazione

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