Aversa. Consiglio comunale: mozioni varie discusse dalla minoranza

Per quanto la situazione aversana appaia discutibile e a tiro di prova per le varie vicissitudini che si susseguono di continuo, la nuova amministrazione aversana cerca di portare avanti un dialogo costruttivo con la minoranza al fine di acclarare quali potessero essere le tesi più veritiere. Tra le mozioni discusse dalla minoranza nel consiglio comunale tenutosi il 29/11/2016 sono da ricordare: quella inerente l’addetto stampa, quella riguardo la futura collocazione dell’area Texas e quella relativa alla collocazione di un drone nelle zone strategiche aversane, vedi Via Seggio.  Riguardo il primo punto si è discusso di annullare la variazione di bilancio del 31 agosto che stabilisce una somma per l’addetto stampa esterno e colloca una figura tra gli addetti comunali interni. A questo dire il sindaco Enrico De Cristofaro ha così risposto: “Fatte le mie verifiche, è necessario un addetto esterno. I 40.000 euro da attribuire all’addetto stampa non sono da impugnare per un anno”.

Ci si è poi rivolti alla segretaria per valutare il suo dire dal punto di vista tecnico: “Si è effettuata una verifica di ricognizione per stabilire quali siano i requisiti utili per ricoprire quel tipo di posto, una ricognizione di fabbisogno per incarichi a tempo indeterminato. La richiesta può anche essere fatta verbalmente dall’organo di vertice. Il provvedimento non ancora ha trovato attuazione, siamo nella fase iniziale”. Si discute sulla possibilità di ritrovare la figura specifica all’interno dell’organo comunale ma si è sicuri che, gli addetti in questione, siano effettivamente muniti di tesserino? Sarebbero queste persone nelle condizioni necessarie di espletare quanto da loro richiesto? In quanto all’area Texas, il consigliere Capasso ha ipotizzato un tavolo di concertazione con la proprietà al fine di capire cosa fare con quell’area, dato che, non ci sarebbe mai stato un corretto inquadramento della vicenda. In questa vicenda Santulli e Capasso hanno cercato di intavolare un discorso che si è cercato di affrontare anche dall’amministrazione precedente. Come terzo punto la consigliera Caterino ha indicato come mezzo di controllo del territorio il drone.

Queste le obiezioni del primo cittadino: “Ci sono dei limiti negli utilizzi dei droni stessi. Il drone va guidato da un pilota con brevetto. L’intervento di Golia dell’opposizione: “Il drone potrebbe costituire una fonte di prevenzione per la terra dei fuochi e per lo sversamento dei rifiuti illeciti”. A questo punto il consigliere di maggioranza Mario Tozzi ha posto delle obiezioni su quelle che potrebbero profilarsi come problematiche oggettive nella manutenzione del tutto: “Ma se si hanno dubbi già su chi possa controllare le telecamere, come si può prevedere una gestione da terra opportuna e concreta di un’eventuale drone? Non si riesce, oggi come oggi, a garantire l’ordinarietà. Come si fa a pensare ad altro? Non si potrebbe ipotizzare un noleggio momentaneo dello strumento in questione?” Queste parole sono state mal interpretate a primo acchito, quasi come denigratorie nei confronti di quello che è l’attuale apparato amministrativo. In realtà si voleva dare semplicemente rilievo a favorire dapprima la necessità di primaria importanza, per poi procedere altrove.

Ilaria Rita Motti

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Redazione

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