Museo Archeologico Napoli, 500mila presenze

NAPOLI – ”I fondi Cipe serviranno a trasformare il sottosuolo dell’atrio del Museo archeologico nazionale in struttura espositiva per mostre dedicate in particolare al patrimonio dei depositi storici, scegliendo opere a rotazione. Ci sarà anche un’area store destinata all’editoria e alle eccellenze artistiche della Campania”. E’ soddisfatto il direttore del Mann Paolo Giulierini che ieri al Mibact ha firmato il disciplinare relativo a 20 milioni di fondi Cipe e che potrà festeggiare entro il 2016 il traguardo storico dei 500mila visitatori (più 30 per cento).
”L’uscita di questa nuova area direttamente nella metropolitana dell’arte costituirà l’asse di collegamento con la stazione centrale. La fermata Museo è comunque già contraddistinta da riferimenti al Mann” ricorda il direttore toscano di un sito che non hai i problemi di raggiungibilità lamentati da Capodimonte. Insediatosi da un anno nel museo, che racchiude i tesori di Pompei e farnesi, divenuto autonomo con la riforma Franceschini, Giulierini ha avviato una azione di rilancio e innovazione ma anche di ritrovato dialogo con la città: proprio oggi la testa di cavallo Carafa di Donatello, uno dei simboli di Napoli considerata portafortuna dal popolo nei secoli scorsi, ritroverà il suo posto nel percorso museale dopo anni di oblio. L’incremento dei visitatori è trainato anche dalla riapertura di ottobre della sezione egizia (in primavera 2017 riaprirà l’epigrafica), la più antica d’Europa seconda in Italia solo a quella del Museo di Torino, ma anche alla spinta della comunicazione sia web (nuovo sito, implemento dei social e per il 2017 lancio del primo videogame prodotto da un museo italiano) grazie a testimonial prestigiosi come Erri De Luca e all’idea di ‘disseminazione’ dell’immagine del museo (progetto Obvia coordinato da Daniela Savy) tramite spot, animazione e fumetti firmati da artisti napoletani e diffusi all’aeroporto di Capodichino e su treni AV. Anche gli eventi culturali, che in estate hanno portato nei riaperti giardini del Mann oltre 15mila persone, richiamano ormai stabilmente il pubblico e sono ripresi con la rassegna ‘Fuoriclassica’.
Sul versante mostre (il 14 dicembre si aprirà quella dedicata a Carlo di Borbone) l’accordo con l’Ermitage di S. Pietroburgo per tre grandi esposizioni (l’oro degli Sciti, i vedutisti russi e Canova nel 2019) è un buon segnale per il ritorno in città di grandi eventi che con i giusti tempi di programmazione potranno attrarre stabili flussi turistici. (ANSA).

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Redazione

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