Caso Luca Abete, Coisp Napoli: “Chi fa satira non è certamente un giornalista”

Fonte CS

C’è giornalismo e c’è satira. Lo sappiamo, chi fa satira non è certamente un giornalista. Ancor di più oggi ne abbiamo la certezza assoluta.

In Italia esiste l’Ordine dei Giornalisti, un particolare Albo a cui si accede solo se si ha determinati requisiti, chiunque non sia iscritto in quell’Albo non può essere definito giornalista e tanto meno può esserlo nella pratica.

A tal riguardo le norme sono molto rigide. “Da tempo osserviamo basiti la gogna mediatica a cui siamo sottoposti da parte di un noto programma satirico, così come da tempo leggiamo di un giornalista colpito da un collega. Stranamente però l’Ordine dei Giornalisti non si è espresso in merito.”, dichiara Giulio Catuogno – segretario generale COISP Napoli sul caso di Luca Abete.

Su un noto sito web si legge “Animatore e showman”. Un uomo dello spettacolo, nato in Campania, appare per la priva volta su una tv locale nel 2001, da lì una escalation di notorietà sino a diventare inviato di una nota trasmissione satirica e a ricevere parecchi premi e riconoscimenti.

Il termine inviato e quello di reporter forse traggono in inganno un pò tutti ma non chi come noi lavora nel campo delle indagini.

E’ bastato un rapido controllo online all’interno degli elenchi dell’Albo dei Giornalisti per scoprire che non siamo dinnanzi ad un professionista o ad un pubblicista. “C’è differenza tra personaggio televisivo, showman, inviato di un tg satirico e giornalista, di questo ne siamo certi. Tutti i nostri colleghi e gli operatori della Polizia di Stato da sempre collaborano in sinergia con chi del giornalismo ne fa la professione e la passione.”, conclude Giulio Catuogno.

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Redazione

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