Sanità, Provenza: “Al centro di una politica alta per la ripartenza del Paese”

“La situazione epidemiologica attuale ci deve orientare ulteriormente verso un massimo livello di precauzione, attraverso azioni che sappiano porre la tutela della salute al centro di ogni provvedimento. Penso sia giusto sottolineare che siamo ancora in una fase emergenziale e che questa fase durerà ancora per diversi mesi. Avere un criterio di prudenza, di precauzione e di proporzionalità appare la scelta più coerente e razionale possibile in questo scenario emergenziale”. Così il deputato del Movimento 5 Stelle, Nicola Provenza, ieri nell’intervento in Aula dopo le comunicazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza, sulle ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza sanitaria legata al Covid-19.

“Serve una visione alta. Depotenziare l’assistenza sanitaria, attuare tagli alla sanità e non dare priorità alla salute, come avvenuto per troppi anni, ha indebolito il nostro sistema sanitario nazionale che va pertanto radicalmente riformato e ripensato a partire dai servizi territoriali. Va cambiato l’approccio affinché parlare di territorio non risulti un esercizio lessicale, come pare stia avvenendo negli ultimi mesi. Pertanto voglio affermare con forza che un modello organizzativo-assistenziale che veda un territorio forte deve significare un percorso di presa in carico e di accompagnamento del paziente lungo una retta di posizionamento caratterizzata da appropriatezza non solo clinica, ma anche di ambito di cura. I medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali, gli infermieri di comunità e tutti gli attori impegnati nei processi assistenziali, organizzati opportunamente in equipe, potranno beneficiare ora anche del supporto tecnologico della Telemedicina che solo così diventerà strumento funzionale al miglioramento continuo delle cure. L’epidemia da SARS-CoV-2 ha determinato una frattura con il passato, ha spazzato via il modello preesistente e ci impone un cambiamento. Questa è una premessa indispensabile per poter interpretare i segni di questo tempo e disegnare una traiettoria politica, sociale, emotiva e relazionale che sappia guardare alla progettualità del futuro con modalità e pensieri nuovi”.

Inoltre per il deputato salernitano vanno ritarati pure i poteri Stato-Regioni. “C’è bisogno di una necessaria revisione della organizzazione sanitaria, non soltanto legata al cambiamento imposto dalla situazione emergenziale ma dettata da una visione a medio e lungo termine. Si tratta di scegliere i pilastri di questo cambio di passo, prevedendo anche una revisione dell’impianto costituzionale, in special modo del titolo V. Non si può pensare di uscire dalla crisi sanitaria, economica e sociale – conclude il deputato salernitano del Movimento 5 stelle – rimanendo tuttora ancorati o prigionieri dello stesso modello di sviluppo e di consumo che ha contribuito a crearla e che ha determinato un aumento delle diseguaglianze. È il momento della politica alta che sappia dare l’esempio all’Europa e al mondo. E al centro deve esserci la salute, poiché non c’è economia senza salute. È pertanto necessario un nuovo modello di sanità che sia propedeutico a tutti gli altri sviluppi. È una grande sfida, un lavoro articolato che richiede ascolto, analisi e sintesi che parta anche dalle buone pratiche e le metta a sistema, soprattutto sul piano della salute digitale, della formazione e delle nomine nei ruoli apicali”.

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