Aversa. Giunta a termine e larghe intese: la sola salvezza di Golia

Tante parole sono state spese sui social network in merito alla caduta dell’amministrazione Golia. Molte le parole urlate al vento prive di fondamento, poche le analisi politiche concrete. Innanzitutto va spiegato a chi non mastica il ‘politichese’ che il sindaco Golia è caduto per mano della sua stessa maggioranza ossia per i cinque consiglieri dissidenti che gli hanno voltato le spalle; tra l’altro l’opposizione ha fatto solamente il proprio dovere, votargli contro.

Vero è che la caduta del governo Golia arriva in un momento difficile per la città normanna per via dell’emergenza covid ma è altrettanto vero che c’è la famosa via d’uscita del ripensamento nei 20 giorni.

Pregevole e di sicuro affetto nei confronti del sindaco la petizione on-line fatta da alcuni cittadini ma bisogna fare delle precisazioni in quanto la stessa non ha alcuna valenza legale se non quella di dimostrare vicinanza e solidarietà verso il primo cittadino. Pertanto non è assolutamente vero che arrivando a 1000 sottoscrizioni si bypassi il volere del Consiglio Comunale.

Tornando sull’aspetto tecnico-politico, cosa potrebbe accadere nei 20 giorni? Un mercato delle vacche con un triplo salto mortale carpiato con un ‘raid ladresco‘ che vede 3 consiglieri di opposizione passare in maggioranza: sarebbe sicuramente poco edificante sia per i tre consiglieri di minoranza che hanno votato con un secco ‘no’ la notte tra il 30 novembre e l’1 dicembre; sia per lo stesso Golia che dal palco dei rioni popolari gridava, durante la campagna del ballottaggio, “noi non ci alleiamo con nessuno’.

Allora qual è la soluzione? L’unica via maestra è quella citata nelle ultime ore, da noi ma anche da politici esperti: un totale azzeramento della giunta attuale salvando la sola Elena Caterino (attuale assessore all’ambiente, unica ‘assessore politico‘ molto attiva sul territorio e amata dalla gente), insomma un ‘governo di larghe intese a termine’ con l’impegno del sindaco Golia di rassegnare le dimissioni la prossima primavera quando sarà finita l’emergenza coronavirus e saranno posti in essere adempimenti importanti per la città. Questa l’unica via d’uscita: un colpo al cerchio e uno alla botte che darebbe serenità all’ambiente politico e sarebbe anche un bene per i cittadini di Aversa. Non usiamo nemmeno pensare invece a quello che potrebbe accadere qualora il primo cittadino ottenesse l’appoggio da 3 membri della minoranza. Sarebbe effettivamente una brutta e squallida pagina per la storia politica aversana.

di Stefano Montone
direttore responsabile ed editoriale de LaRampa.it

 

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