E-commerce, sanzionata Sixthcontinent per condotte ingannevoli e aggressive

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso un complesso ed articolato procedimento istruttorio nei confronti della Sixthcontinent Europe S.r.l., attiva nell’ambito della pubblicità online e dell’e-commerce e, in particolare, nell’offerta e nella vendita di shopping card attraverso la piattaforma sixthcontinent.com.

L’Autorità, che aveva già disposto un provvedimento cautelare, all’esito del procedimento ha accertato rilevanti violazioni del codice del Consumo da parte della predetta Sixthcontinent, irrogando a suo carico una sanzione pari a 4 milioni di euro.

In particolare, dall’istruttoria è emerso come Sixthcontinent prospettasse – in modo ingannevole – la convenienza economica dell’adesione alla community e dell’acquisto delle varie shopping card proposte sulla piattaforma.

Sono, altresì, emerse diverse condotte di carattere aggressivo della società, adottate unilateralmente a danno di numerosi consumatori aderenti.

In particolare, Sixthcontinent ha bloccato gli account di molti clienti in modo ingiustificato; ha ostacolato il rilascio di shopping card dei vari merchant e ne ha ritardato più volte l’attivazione; ha convertito forzosamente le proprie shopping card dal valore promesso e spendibile sulla piattaforma in crediti da usare sulla stessa; ha svalutato la percentuale dei crediti utilizzabili per l’acquisto delle shopping card dei vari merchant dal 50% all’1-3%; ha ridotto in modo significativo il numero e l’importanza di shopping card acquistabili e degli altri servizi di pagamento fruibili in precedenza con il saldo e con i crediti accumulati. Infine, in alcuni casi la società ha omesso il rimborso delle somme versate per l’acquisto delle shopping card e ha offerto solo crediti spendibili sulla piattaforma ormai priva di molti servizi di pagamento prima utilizzabili.

Le condotte accertate hanno coinvolto complessivamente oltre 500 mila consumatori.

Sixthcontinent dovrà trasmettere, entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento, una relazione sulle iniziative assunte per ottemperare alla diffida.

Sixthcontinent denuncia alla Commissione Europea comportamenti, presumibilmente imputabili alla AGCM.

Gravi lesioni della riservatezza e della imparzialità con cui devono essere condotte le indagini.

Nel dicembre 2019, su segnalazione di alcuni utenti, l’Autorità Garante delle Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un procedimento di indagine che ipotizza la violazione, da parte di Sixthcontinent Europe S.r.l, piattaforma leader di social commerce, di alcune norme del c.d. “Codice del consumo”.

Il procedimento è ancora in corso ma, essendosi ormai conclusa la fase istruttoria, dovrebbe essere imminente il provvedimento finale.

Nel merito, Sixthcontinent è assolutamente convinta che gli addebiti mossi siano infondati e ritiene di averlo adeguatamente documentato durante lo svolgimento del procedimento istruttorio, deducendo in particolare che le condotte contestate altro non erano che misure di autodifesa – legittime, necessarie, proporzionate (e comunque provvisorie) – da essa prese per far fronte a gravissime pratiche abusive compiute sulla Piattaforma da numerosi utenti, pratiche che violavano le Condizioni di Utilizzo e superavano i limiti tecnici tramite un artificio costruito ad hoc dagli stessi. I danni generati dalla frode stavano determinando ingentissime perdite economiche per la Società che avrebbero avuto conseguenze pregiudizievoli anche per la stragrande maggioranza degli utenti onesti della Piattaforma. 

Tali pratiche (poste in essere anche da molti dei quali hanno segnalato Sixthcontinent all’AGCM) sono state peraltro denunciate dalla stessa Società alla Procura delle Repubblica di Milano.

Se gli addebiti di comportamenti ingannevoli e aggressivi dovessero tuttavia essere confermati in sede di decisione finale dell’AGCM, Sixthcontinent ne contesterà decisamente la fondatezza davanti alla competente autorità giudiziaria (Tar Lazio e, in caso di eventuale appello, Consiglio di Stato), percorsi che per attendere una decisione finale dovranno far attendere 3-4 anni.

 Fin da ora, però, Sixthcontinent rileva che nel procedimento istruttorio si sono verificate anomalie tali da mettere in dubbio la correttezza e l’imparzialità degli Uffici inquirenti.

In particolare, nel corso dei nove mesi di pendenza dell’indagine, numerosi atti coperti dal più rigoroso segreto istruttorio sono diventati di dominio pubblico e sono apparsi nel web indiscrezioni circa gli sviluppi del procedimento istruttorio, poi puntualmente verificatisi.

Le suddette indiscrezioni hanno comportato, a discapito di Sixthcontinent, la violazione del principio di presunzione di innocenza e l’insorgere di gravissimi e irreparabili danni (patrimoniali e d’immagine), ancor prima di una definitiva presa di posizione nel merito da parte dell’AGCM.

Per tali ragioni, – senza attendere l’esito finale del procedimento istruttorio in corso – Sixthcontinent ha conferito l’incarico allo Studio legale Donà Viscardini, con sede a Padova, Berlin e Bruxelles,  di presentare alla Commissione europea una denuncia perché “accenda un faro” sulla correttezza dell’operato dell’AGCM e svolga gli opportuni accertamenti. Verranno denunziati alla Commissione europea – più precisamente al suo Segretariato Generale (in quanto ordinariamente destinatario dei reclami contro gli Stati membri) e alla Direzione Generale “Giustizia e Consumatori” – comportamenti fattuali, presumibilmente imputabili alla AGCM, affinché ne valuti la conformità con il diritto europeo sotto il profilo della riservatezza e della imparzialità con cui devono essere condotte le indagini.

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