Vertenza Jabil, Ugl: “No a licenziamenti, azienda torni sui suoi passi”

“L’interminabile vertenza Jabil, iniziata undici mesi fa, volge alla fine con risvolti inaspettato. Avevamo ipotizzato che i margini di manovra fossero comunque molto ridotti, perché i vertici Jabil, manifestando l’intenzione di non voler chiedere il rinnovo della cassa integrazione usata in questi due mesi di pandemia, hanno fatto intendere la loro ferma volontà di porre fine ad una vertenza che si trascina dal giugno 2019. Siamo all’annuncio di 350 esuberi, ciò giunge a conclusione  in questi giorni in un epilogo drammatico, con l’invio a 190 lavoratori delle lettere di licenziamento. L’Ugl non condivide assolutamente quanto messo in campo della multinazionale americana, la quale senza alcun preavviso ha proceduto con i licenziamenti, nonostante le lunghissime trattative che si sono succedute durante tutto il week end, fino ad orari notturni, per cercare di arrivare ad una soluzione meno tragica per tante famiglie”. E’ quanto dichiarano Luigi Marino, segretario regionale dell’Ugl metalmeccani Campania e Lucia Dello Iacovo, coordinatrice Ugl Jabil.

“Ci eravamo illusi di poter trovare una discreta soluzione in questi mesi: il percorso di esodo incentivato e di ricollocazione, aveva avuto dei discreti risultati, portando di fatto al dimezzamento degli esuberi ma alla scadenza della CIGS del 25 maggio, inaspettatamente tutto si ribalta. Al tavolo ministeriale era stata quasi definita l’intesa per ulteriori 9 settimane di cassa in deroga, interventi sulla formazione dei dipendenti e ricollocazione degli esuberi, quando improvvisamente l’azienda ha abbandonato il tavolo, non riuscendo a trovare l’avvallo né del governo né dei sindacati, per il licenziamento di coloro che in questo lasso di tempo non riuscissero a ricollocarsi. E’ incredibile quello che è stata capace di fare questa multinazionale sul nostro territorio – proseguono forte e rammaricati Marino e Dello Iacovo -, con l’incomprensibile miopia da parte delle istituzioni, allertate a tutti i tavoli e a tutti livelli, ad ogni acquisizione, fino all’ultima di Ericsson. Oggi con questi licenziamenti consentiamo alla Jabil addirittura di bypassare le leggi del nostro Stato! Per l’Ugl Metalmeccanici, quello che è assolutamente incomprensibile è il perché la Jabil, che ha fruito negli anni di innumerevoli proroghe della CIGS e tutti gli ammortizzatori possibili, oggi rifiuta le settimane di cassa in deroga per il COVID, neanche per poter dare la possibilità a quei lavoratori che vogliono ancora seguire un percorso di ricollocazione. Va anche considerato che da marzo c.a., questo processo si è quasi arrestato, a causa dell’emergenza. Un processo portato avanti solo da due o forse tre aziende, a dispetto delle CINQUANTA che Jabil aveva portato all’ultimo incontro Ministeriale. Almeno questo tempo a questi lavoratori era dovuto: invece oggi, presso la regione, vi è stata un’apposita Audizione per comprendere lo stato dell’arte alla presenza delle rappresentanze sindacali territoriali. Il percorso della multinazionale illustrato un po’ da tutti, è tutt’altro che specchiato, acquisizioni di società importanti sul territorio come Marconi, Siemens, Ericsson seguite da richieste continue di ammortizzatori sociali e dichiarazioni di esuberi strutturali. Vogliamo delle risposte concrete ma al momento, Jabil procede con l’invio di note stampa in cui conferma la validità dei licenziamenti senza voler ancora interloquire con le parti sociali. Come la regione alla fine dell’incontro ha espresso, per quanto gli concerne, la messa a disposizione di tutti gli strumenti per evitare il disastroso impatto sul territorio, anche l’Ugl – concludono Marino e Dello Iacovo – invita Jabil a tornare sui suoi passi, non abbandonare il territorio e le famiglie che sono sul lastrico della disperazione”.

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