Allarme filiera Cinema Campania: ‘subito risposte dalla Regione’

Accelerare i risultati del tavolo tecnico con la Regione Campania, inserire le imprese culturali e del settore cinema, ora escluse, negli strumenti straordinari che la Regione sta varando a partire dal Piano Socio-economico, finanziare subito sul triennio e con maggior dotazione la legge 30, rendere rapida l’erogazione dei fondi. Queste alcune delle richieste che il comparto cinema invia, insieme ad una serie di idee e proposte, al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, insieme attraverso CNA Cinema e Audiovisivo, CLARCC (Coordinamento Lavoratori Regione Campania Cinema e audiovisivi) e CFCC (Coordinamento Festival e Rassegne Cinematografici Campania).

La pandemia covid19 ha completamente fermato un settore in straordinaria attività in Campania come testimoniano i dati proprio sui fondi della Legge regionale 30 nel triennio: per il settore produzione 412 progetti presentati, per un totale finanziato di quasi 12 milioni con 280 progetti e 194 imprese sostenute (con un effetto moltiplicatore accertato di 3 volte la cifra stanziata) e per il settore promozione 172 progetti presentati, per un totale finanziato di quasi 4 milioni, con 133 progetti e 67 enti culturali sostenuti.

Cna, Clarcc e Cfcc hanno avviato interlocuzioni con l’Amministrazione Regionale per sostenere e salvaguardare quel grande patrimonio comune costituito dalle imprese e dai tanti professionisti che costituiscono l’ossatura del settore cinema in Campania, negli ambiti di produzione, promozione e distribuzione audiovisiva.

“Per tutto il comparto campano – spiega Davide Mastropaolo, presidente dell’associazione CLARCC – la crisi era già pienamente in corso a partire dal mese di febbraio, quando, a causa delle prime misure di distanziamento sociale, le produzioni sono state progressivamente sospese, i festival e le rassegne sono stati rinviati o annullati, i cinema si sono improvvisamente svuotati e un enorme numero di lavoratori si è dovuto fermare da un momento all’altro. È fondamentale prevedere sia

interventi di sostegno con il carattere della straordinarietà sia l’elaborazione di una strategia di supporto a lungo termine”.

“Per i festival e le rassegne – dichiara Giuseppe Colella Presidente di CFCC – ora è un momento cruciale. Bisogna capire che succede con gli eventi ormai vicini e l’emergenza in corso e prevedere una dotazione che consenta di realizzare progetti più flessibili, con modi e tempi utili alla sopravvivenza ma legati alla straordinarietà della contingenza”.

“L’emergenza inciderà pesantemente – spiega Antonella Di Nocera delegata regionale CNA cinema e audiovisivi – sull’esistenza di tutti ma occorre tener conto del fatto che il Cinema in Campania rappresenta un formidabile motore produttivo ed economico, veicolo unico di promozione territoriale, ma soprattutto strumento di formazione e nutrimento culturale nella vita di tutti. Per questo è necessario un tavolo di confronto, che auspichiamo permanente, per definire il percorso per intervenire, sia in questo momento emergenziale, ma anche e soprattutto dopo, quando il cinema campano avrà bisogno di un’attenzione particolare per scongiurare uno scenario disastroso. L’auspicio finale che si possano aggiungere anche altre risorse legate alla programmazione europea, con cui già in passato si è intervenuto per il cinema campano”.

Ecco le istanze in modo schematico:

Ø ricomprendere le imprese culturali e del settore cinema (attualmente escluse) negli strumenti straordinari che la Regione a partire dal Piano Socio-economico;

Ø accelerare le pratiche amministrative di rendiconto in atto relative alla Legge 30 e prevedere la proroga di 12 mesi per le consegne dei prodotti del Piano cinema 2017, 2018 e 2019 e di conseguenza dei relativi rendiconti e liquidazioni

Ø avviare con urgenza una cabina di regia regionale (giuridico/amministrativa, del settore cinema e tecnico sanitaria) per riaprire prima possibile i set cinematografici, lavorando ad un protocollo che permetta di funzionare nel rispetto delle norme di sicurezza sanitaria e differenziando le possibili strategie, sulla base delle ricerche già avviate in ambito nazionale

Ø prevedere aiuti a freelancer, lavoratori (di set o attività interrotte) e professionisti del settore cinema che sono stati esclusi da altro tipo di sostegno e stanno soffrendo di una perdita del reddito tout court

Ø appostare con la massima urgenza le risorse sulla legge cinema regionale e con una possibile maggiore dotazione con cui far fronte all’emergenza

Ø approvare in tempi rapidi la nuova programmazione triennale e predisporre il bando annuale di finanziamento per il comparto cinematografico

Ø prevedere un bando (possibilmente biennale o triennale) che tenga conto dell’EMERGENZA con flessibilità dei tempi e risorse per azioni e strumenti dettati dalla straordinarietà

Ø dare continuità al dialogo in corso con un tavolo di confronto (Regione, FCRC e comparto), che auspichiamo permanente per valutare nuove azioni da prevedere nel bando, come:

o maggiori risorse allo sviluppo e tempi di consegna più ampi per la produzione;

o misure straordinarie per le imprese campane per l’anno in corso;

o progetti flessibili per festival e rassegne con attività fino al 31/03/2021;

o piano speciale per le attività delle imprese per la formazione al cinema, anche in relazione con altri progetti aperti e sospesi

o aiuti per attività di diffusione tra sala e streaming dei prodotti realizzati con fondi regionali con risorse per il produttore (anche in auto-distribuzione) e risorse per il “diffusore” sala/spazio/ente;

o aiuti straordinari a fondo perduto per tecnologie, software, sistemi di produzione e connessione resi necessari dalla crisi;

o aiuti per il marketing digitale e promozione sui canali social dei film;

o aiuti alle imprese per attività formative e/o aggiornamento nell’ambito delle nuove tecnologie e delle competenze digital streaming;

o creazione di una archivio/piattaforma regionale per lo streaming delle opere finanziate dalla Legge Cinema;

o tavolo con RAI regionale per valorizzare e mandare in onda prodotti del comparto campano;

o creazione di un albo delle imprese e delle professionalità di Film Commission, Scabec, Fondazione Campania dei Festival e di tutte le aziende regionali legate al mondo della cultura;

o attivazione di un “bonus cultura” da destinare ai i cittadini campani (card giovani o card famiglia) per la ripresa delle attività culturali.

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Redazione

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