Come ottimizzare un contenuto per la ricerca vocale: guida alla Vocal SEO

Sempre più utenti effettuano ricerche vocali tramite smartphone e assistenti domestici come i prodotti Google Home e Amazon Echo.

Per aumentare le chance di comparire tra i risultati suggeriti a seguito di una ricerca vocale occorre adottare accorgimenti ben precisi.

La posta in palio è notevole: intercettare i quesiti, le esigenze e il desiderio di acquisto di chi interroga Google, Alexa, Siri o Cortana in cerca di risposte alle sue domande oppure di servizi o prodotti specifici.

In questo articolo, scoprirai come funziona l’ottimizzazione SEO in chiave Vocal: nella prima parte, ti spieghiamo come scovare le keyword su cui puntare per le ricerche vocali, mentre nella seconda ti forniamo qualche utile consiglio per dar vita a contenuti ad hoc.

Seo per le ricerche vocali: come trovare le giuste keyword?

Quando si effettua una ricerca su Google utilizzando i comandi vocali, la query inviata al motore di ricerca tende ad essere una frase o un quesito. Il linguaggio utilizzato è colloquiale, esattamente come nel parlato.

Nella pratica, un utente che esegue una ricerca digitando la query tenderà ad utilizzare una formula del tipo “come stirare camicia”. Viceversa, chi opta per un comando vocale userà un’espressione più simile a “come stirare una camicia in modo perfetto”.

Nella scelta delle parole chiave per cui ottimizzare una pagina web, un post su un blog o una categoria di un e-commerce, è fondamentale tenere conto di questa differenza.

Keyphrase

Le ricerche effettuate con l’uso della voce sono spesso composte da almeno 4-5 termini. Per questo motivo, il primo consiglio è quello di concentrare la tua attenzione su una parola chiave di questa tipologia e su tutte le sue correlate. Sono esempi di questa logica query come “trucchi per stirare le camicie”, “stirare una camicia di lino” o “stirare una camicia senza il ferro”.

Il tool più utile e affidabile per lo studio delle keyword (e l’analisi dei volumi di ricerca correlati) è lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads, ma anche strumenti online come Ubersuggest possono rivelarsi molto validi.

Long tail keyword

Le long tail keyword, o parole chiave “a coda lunga”, sono query molto specifiche, che presentano volumi di ricerca modesti, ma spesso un intento ben definito (ad esempio, orientato all’acquisto di un prodotto o di un servizio).

Le long tail keyword si avvicinano molto al linguaggio parlato e, non a caso, una pagina ottimizzata per le ricerche vocali non dovrebbe mai prescindere da queste query. Riprendendo l’esempio precedente, le nostre long tail keyword potrebbero essere “come stirare una camicia in poliestere a casa”, “come stirare una camicia elasticizzata e piegarla” o “come stirare una camicia in modo professionale”.

Il modo più semplice per individuare questo tipo di parole chiave è sfruttare Google Suggest, cioè i suggerimenti forniti da Google nella barra delle ricerche quando si digita una query.

Query in forma di domanda

La maggior parte delle ricerche effettuate con la voce sono di fatto domande: includere anche una buona lista di quesiti nel set delle keyword strategiche per il posizionamento in chiave Vocal è quindi uno step cruciale. Alcuni esempi di query di questo tipo possono essere “come stirare le maniche di una camicia?”, “come piegare una camicia senza stropicciarla?” o “come scegliere un ferro da stiro con caldaia?”.

Come funziona la vocal SEO on page: ottimizzare i testi per la ricerca vocale

Gli assistenti vocali come Google Home forniscono risposte basate sui cosiddetti “featured snippet”, vale a dire i risultati in evidenza che Google mostra nelle sue pagine dei risultati per la maggior parte delle ricerche con intento informativo.

Così, puntare a pagine capaci di ottenere la “posizione zero” e il box in evidenza del featured snippet è una prima strategia per far sì che il tuo sito web, blog o e-commerce sia citato come fonte da Google nel rispondere ad una query vocale.

Spesso, il motore di ricerca attinge alle pagine delle domande frequenti (FAQ), selezionando il quesito e la risposta di interesse, indipendentemente dalla posizione del passaggio in questione nell’ambito della pagina.

Per ottimizzare i contenuti del tuo progetto online per la vocal search è utile:

  • creare pagine incentrate su uno specifico tema, servizio o categoria di prodotti (ad esempio, elettrodomestici ed accessori per la stiratura delle camicie);
  • individuare una o più keyphrase o long tail keyword correlate di interesse (avendo cura di inserire i termini chiave all’interno del testo, meglio se in forma di h2 o h3);
  • puntare a dar vita a pagine corpose, che coprano quanti più aspetti possibili del tema trattato;
  • inserire una sezione dedicata alle FAQ, con le domande frequenti individuate in precedenza (valorizzate come h2 o h3), aggiungendo risposte sintetiche (circa 30 parole ciascuna);
  • utilizza un linguaggio semplice, comprensibile e scorrevole, immaginando di conversare con il tuo lettore e di esporre i concetti nel modo più chiaro possibile;
  • quando possibile, sintetizza o riassumi i passaggi principali utilizzando elenchi puntati o tabelle.

Realizzare contenuti ottimizzati tanto per la vocal search quanto in un’ottica SEO tradizionale richiede un’ottima padronanza delle tecniche del SEO copywriting. A queste competenze, si aggiunge la capacità di dar vita a pagine realmente in grado di rispondere alle esigenze degli utenti a 360°, fornendo informazioni utili e verificate, in modo diretto e immediato. Per questo motivo, è consigliabile richiedere la consulenza di un team specializzato per curare la redazione dei nuovi testi o, eventualmente, per riorganizzare i contenuti con attività di revisione dei testi già presenti sul sito.

Infine, a pesare nella scelta del risultato mostrato da Google come featured snippet o letto da smartphone, Google Home e Amazon Echo in risposta ad una ricerca vocale sono anche l’autorità e l’anzianità del dominio, come pure la velocità di caricamento delle pagine del portale.

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