Cellole. Commissariamento Comune, interviene il dott. Modesto Verrengia

Nel giorno dell’insediamento del commissario Prefettizio, dott.ssa Savina Macchiarella, che subentra alla sindaca Cristina Compasso, defenestrata da 7 consiglieri comunali, dimissionari contestualmente, per far decadere il consiglio comunale eletto nel giugno 2018, interviene l’ormai ex consigliere comunale dott. Modesto Verrengia, ricostruendo la verità dei fatti. “Carissimi Concittadini, poco più di due settimane orsono, l’ex capogruppo di minoranza Francesco Lauretano si è presentato, solo e senza nessun preavviso, a casa mia per sottopormi un documento di sfiducia alla Sindaca. Come presupposto ineludibile per la mia adesione avevo chiesto la discussione e successiva votazione dell’atto in seno al Consiglio comunale, dove i nostri elettori ci hanno delegati a rappresentarli e a dibattere delle cose politiche e amministrative e dove la parte da noi sfiduciata avrebbe potuto esercitare il diritto democratico di replica, dando così al popolo ragione delle nostre scelte con trasparenza e chiarezza. Nell’incipit della mozione era infatti chiaramente detto: «I sottoscritti Consiglieri Comunali del Comune di Cellole chiedono alla Presidente Marianna Mauriello di convocare nel più breve tempo possibile il Consiglio». Era stata inoltre da me manifestata la volontà di firmare quella mozione di sfiducia come gruppo all’opposizione, poiché le critiche alla gestione del Sindaco non escludevano le responsabilità della giunta e dei consiglieri di maggioranza, trattandosi di decisioni collegiali votate a maggioranza. Questa mia posizione veniva chiaramente esplicitata al momento della sottoscrizione dell’atto politico all’allora capogruppo Lauretano. Nella prima seduta comunale utile, il 9 dicembre, non c’era traccia alcuna della nostra mozione, mentre quattro dei consiglieri di maggioranza si sono costituiti in gruppo autonomo in seno alla maggioranza stessa, conservando le importanti deleghe di governo della città. Arriviamo, dunque, a venerdì 13 dicembre – giornata che ho trascorso fino al pomeriggio inoltrato a Cellole, intrattenendomi e conversando con amici e conoscenti in luoghi pubblici – quando Lauretano non riuscendo a contattarmi, ha tendenziosamente dedotto che mi ero reso irreperibile. Che cosa ha motivato quella sua falsa convinzione? Eppure aveva avuto ben quattro giorni per incontrarmi dopo l’ultimo Consiglio comunale. Avrebbe potuto parlarmi anche il mattino successivo e avrebbe così avuto conferma della mia indisponibilità a portare la crisi politica cellolese fuori dalla sua naturale sede istituzionale, ovvero l’aula consiliare, trasformandola da atto politico, e quindi pubblico, in una biasimevole congiura di palazzo. Col senno di poi, si può affermare che il tentativo di contattarmi non era da porsi in relazione alla mozione, ma, cosa mai ventilata, all’invito a dimettermi da Consigliere comunale nel chiuso di uno studio notarile. Concordato con chi? In serata – come ho appreso poi dalla stampa – si è infatti recato da un notaio a Santa Maria Capua Vetere dove, con gli altri due consiglieri di minoranza e i citati quattro componenti dell’originaria maggioranza Compasso, ha firmato le dimissioni. Questi sono i fatti. Il resto è solo un meschino tentativo di screditarmi, per altro mal riuscito. Certo è che sono rimasto determinato ad affermare la mia autonomia e libertà di scelta, tutelato dall’art. 19 dello Statuto comunale di Cellole, e ad adempiere fino in fondo alla funzione di Consigliere comunale.”

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