Aversa. Voto di scambio, indagati anche Graziano e Fiorenzano

Quattro indagati sul presunto voto di scambio che ci sarebbe stato alle ultime elezioni amministrative di Aversa. Nel registro compaiono anche il consigliere regionale del Pd Stefano Graziano ed il consigliere comunale Pasquale Fiorenzano.

In pratica, durante le ultime elezioni comunali di Aversa, i due politici avrebbero offerto un aiuto al concorsone OSS (Operatore socio assistenziale all’ospedale Cardarelli di Napoli) in cambio di un pacchetto di voti a favore del candidato al consiglio comunale Pasquale Fiorenzano.

Quando l’aiuto non si sarebbe materializzato, l’elettore (indagato anche lui) ha presentato una denuncia per scambio di voti alla polizia che ha aperto le indagini.

Sul registro degli indagati è finito anche una persona ‘vicina’ al consigliere regionale Graziano, quale intermediario tra l’aspirante OSS e i due politici.

Già durante la tornata elettorale, l’allora ministro degli Salvini durante un Question Time al Parlamento parlava di un voto di scambio.

Su queste pagine avevamo già raccontatato tutto. Qui sotto gli articoli:

“Prendo atto del fatto che il giornale ha avuto accesso ad atti processuali che mi riguardano prima che ne sia informato io. Sono tranquillo perché assolutamente estraneo alla vicenda che mi vede indagato per non aver segnalato/raccomandato la persona, che proprio per la mancata segnalazione prima mi ha denunciato e poi ha tentato di diffamarmi utilizzando gli organi di informazione. I fatti si riferiscono, tra l’altro non alla mia campagna elettorale ma a quella di un altro. Sono ancora una volta fiducioso nella magistratura e perseguiro’ con il massimo rigore qualsiasi tentativo di attribuirmi comportamenti illeciti”. Così il consigliere regionale PD Campania, Stefano Graziano.


Voto di scambio, Ciarambino: “Sistemi da vecchia politica che stentano a tramontare”

“Ancora un’indagine della magistratura con al centro un presunto squallido mercato di voti in cambio di posti di lavoro. Una vicenda che vede oggi coinvolto il consigliere regionale Pd Stefano Graziano e che riporta la mente alle carte di quel processo che vede da tempo sul banco degli imputati, tra gli altri, il capogruppo regionale FI Armando Cesaro. S’è perso il conto, oramai, degli esponenti del Consiglio regionale indagati, imputati o i cui nomi figurano in chissà quale fascicolo tra Procura ordinaria e contabile. Si fa più presto a dire chi non è indagato e non è retorica. E pensare che c’è addirittura chi, tra le loro fila, ha ancora il coraggio di dichiarare che il Movimento 5 Stelle in Campania sbaglia a non aprirsi al dialogo”. Lo dichiara la capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino.

“Sappiano tutti – prosegue Ciarambino – che chiunque abbia voglia di confrontarsi con noi, dovrà farlo dopo aver compiuto un lungo e importante lavoro di rinnovamento e pulizia in casa sua. E ci vorranno anni, non mesi. Noi siamo quelli che le indagini non le subiscono, ma le fanno partire. Noi siamo i firmatari dell’esposto alla Corte  dei conti che ha prodotto 34 inviti a dedurre per altrettanti consiglieri regionali, attuale presidente De Luca e potenziale candidato governatore Caldoro compresi, con l’accusa di aver sprecato fondi pubblici. Noi siamo e restiamo l’unico superamento al sistema malato e corrotto dei vecchi partiti che stenta a tramontare”.

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