Appuntato GdF si spara in caserma

Un appuntato scelto della guardia di finanza in servizio a Perugia si è ucciso con la sua pistola d’ordinanza con la quale si è sparato appena arrivato nella caserma che ospita il comando provinciale. Le stesse fiamme gialle hanno riferito che nonostante gli immediati soccorsi da parte dei colleghi e del 118 è morto appena giunto all’ospedale del capoluogo umbro.

L’appuntato, 52 anni, originario della Provincia di Matera, era in servizio da molti anni alla compagnia di Perugia. La guardia di finanza lo ha definito “militare stimato ed apprezzato da tutti”. “Tutto il personale dell’Umbria – è detto in un comunicato della gdf – si stringe intorno alla famiglia dell’appuntato scelto”.

(ANSA)


“Un Finanziere si è suicidato a Perugia, aveva 52 anni, si è sparato con la pistola d’ordinanza. Siamo di fronte ad una tragedia immane. Sembra davvero non avere fine il mal di vivere che caratterizza gli appartenenti ai diversi Corpi Armati del nostro Paese. Polizia Penitenziaria e Guardia di Finanza sembrano essere quelli più colpiti da questo angosciante fenomeno che riguarda però tutto il settore della Difesa del nostro Paese. Inutile parlare di emergenza Sicurezza chiedendo più uomini e mezzi nelle Città se poi all’interno delle Caserme e dei Commissariati non c’è un ambiente sereno in cui si possa lavorare nell’interesse della Nazione ma al contrario sono ambienti in cui poco alla volta trova terreno fertile per attecchire il germe dell’ansia, delle preoccupazioni famigliari e personali, dell’insicurezza e della depressione”. Così Antonella Cortese criminologa e Vice Presidente Osservatorio Nazionale dei diritti e della salute dei militari e forze dell’ordine.

“Lo Stato e il Governo italiano devono farsi carico del problema stipulando accordi o convenzioni finalizzate a prevenire e contrastare gli eventuali disagi di natura psicologica degli uomini e delle donne in divisa. Come Osservatorio noi ci siamo con umiltà siamo disposti a dare una mano. Bisogna capire quali siano i condizionamenti, i fattori esterni o interni che posso indurre in così tanti e diversi casi dal Nord al Sud Italia a prendere la pistola d’ordinanza e rivolgerla contro sé stessi o impiccarsi in Caserma. Non possiamo più solo piangere amici e colleghi bisogna ragione su cosa serve fare, e farlo da subito”.

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