Ex ILVA, D’Uva: “Sosteniamo sciopero: Governo imbarazzante”

Stasera scadono le 48 ore concesse all’Arcelor Mittal per trovare una soluzione alternativa alla cessazione della produzione, intanto gli operai dello stabilimento di Taranto e dell’indotto sono entrati in sciopero contro una decisione, quella della multinazionale franco-indiana, che pare irreversibile.

“Sosteniamo apertamente lo sciopero all’ex Ilva di Taranto – ha dichiarato Giustino D’Uva, segretario generale di Confintesa Metalmeccanici – Si è creata una situazione che era prevedibile ma che lascia comunque senza parole. Una multinazionale, in palese violazione di un accordo siglato poco più di un anno fa, ha unilateralmente deciso di chiudere gli stabilimenti di del più grande polo siderurgico d’Europa; d’altro canto, la risposta del governo è stata a dir poco imbarazzante, oscillante cioè tra l’indolenza e l’incapacità totale di arginare una situazione potenzialmente disastrosa per l’economia italiana. D’altronde, sono inaccettabili le condizioni poste sul tavolo dall’Arcelor Mittal, che prevedono il licenziamento di 5000 lavoratori, oltre la revisione dei piani ambientali sottoscritti nel 2018. In assenza di una cordata alternativa, che possa prendere in mano l’acciaieria, e stante l’inopportunità della privatizzazione del settore siderurgico, la nazionalizzazione del polo di Taranto sarebbe l’unica soluzione percorribile. Tuttavia – conclude D’Uva – crediamo difficile a questo punto che si possa addivenire ad una soluzione positiva per le maestranze. In ogni caso, da questa vicenda emerge chiaramente quanto il mercato italiano non sia più libero, ma ostaggio delle fluttuazioni delle strategie dei grandi gruppi finanziari multinazionali”.

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