(VIDEO) Trentola Ducenta. ‘Abusi sessuali su minorenne’, il caso di Don Michele finisce a Le Iene

Il caso di Don Michele Mottola, il parroco della chiesa “S. Giorgio M.” a Trentola Ducenta (Ce) accusato abuso su una persona di minore età, è finito tra le inchieste del programma di Italia1, Le Iene. Don Michele, è stato sospeso dalla Diocesi di Aversa lo scorso maggio 2019.

Marina (nome di fantasia) ha 10 anni e mezzo quando don Michele, il prete amico di famiglia che frequenta la sua casa, avrebbe iniziato con le sue attenzioni sessuali. La piccola non ha il coraggio di parlare delle violenze ai genitori e prova a confessarsi con alcuni parrocchiani, che però non le credono. E allora decide di registrare quegli abusi per incastrarlo.

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“Una bambina che è dovuta crescere in fretta, dopo l’orrore che ha dovuto affrontare. Il servizio andato in onda a Le Iene, racconta la terribile storia di una bambina che sarebbe stata abusata a 10 anni dal prete che frequentava la sua famiglia, tra adulti che non credono a quello che lei racconta con il coraggio incredibile di documentare le violenze con il proprio telefonino. Siamo a Trentola Ducenta (CE) e apprendiamo di una vera e propria storia dell’orrore”. Così in una nota Antonella Cortese, Vice Presidente Accademia Italiana delle Scienze Polizia Investigativa e Scientifica.

“Non si possono commentare vicende simili; pesa il fatto che questa bambina ha dovuto lottare da sola per la sua sopravvivenza registrando gli incontri e denunciato sia in famiglia che ai parrocchiani. Che possa esserci anche solo un velo di omertà a protezione di un orco è inammissibile. Mi auguro che la giustizia faccia rapidamente il suo corso ma che anche i vertici ecclesiastici agiscano perché non è questa la Chiesa di Francesco”.


“Poiché da più parti si chiedono chiarimenti in merito alle notizie divulgate da una nota trasmissione andata in onda nella tarda serata di ieri, domenica 3 novembre 2019, riguardanti atti configurabili come abuso su persona di minore età dei quali è accusato il sacerdote Michele Mottola, che i fatti in questione sono già stati oggetto di intervento da parte di questa Diocesi con Decreto di sospensione immediata del sacerdote dall’ufficio di Parroco e allontanamento immediato dalla stessa Parrocchia, lo scorso 25 maggio 2019″. Così in una nota la Diocesi di Aversa guidata da Sua Ecc. Mons. Angelo Spinillo (in foto a dx).

“Tale sospensione disciplinare cautelativa, in attesa di procedimento giudiziario canonico è stata emanata nel giorno immediatamente successivo alla segnalazione dei fatti; La segnalazione di tali fatti è stata presentata da un gruppo di alcuni fedeli che a questa scopo hanno accompagnato la mamma della minore; A seguito della segnalazione e dell’immediata sospensione del sacerdote la Diocesi ha fornito ai familiari della minore la propria collaborazione affinché fosse sporta anche regolare denuncia alle autorità giudiziarie; Attualmente al sacerdote non è permesso celebrare pubblicamente o avere contatto di tipo pastorale con nessun gruppo di fedeli; Sono in atto i procedimenti giudiziari sia canonico che civile presso i rispettivi tribunali. Nella consapevolezza che la trasmissione televisiva ha rilanciato all’opinione pubblica fatti che nel tempo rimangono come evidente e continua causa di sofferenza per le persone in essi coinvolte, la comunità cristiana della Diocesi esprime la sua speranza a ché quanto prima sia fatta chiarezza e giustizia”.


Trentola Ducenta. Caso Don Mottola: “Denunciare subito alla magistratura. Diocesi negligente”

“I recenti sviluppi sulle accuse di abusi sessuali su minore contro don Mottola rendono chiaro che le autorità ecclesiastiche ancora una volta si sono dimostrate negligenti. Non hanno informato della notizia di reato la Procura. Se è vero che non sussiste l’obbligo per la diocesi di informare l’Autorità Giudiziaria, una norma di prudenza e buon senso dovrebbe indurre le autorità ecclesiastiche a informare la Magistratura, essendo reati perseguibili d’ufficio. Sempre più urgente quindi si fa la necessità che il Legislatore imponga detto obbligo a chiunque venga a conoscenza di detti reati su minori, essendo soggetti deboli che difficilmente denunceranno autonomamente”. Così, in una nota stampa, l’Avv. Sergio Cavaliere dell’associazione ‘Non abbiate paura’.

“Dispiace, che ancora una volta, invece di informare direttamente la Magistratura, sia stato permesso alla diocesi di venire a conoscenza di accuse che dovevano restare nel segreto delle indagini per permette agli investigatori di servirsi libera dei propri poteri. Dispiace soprattutto che per mesi le drammatiche richieste di aiuto della bambina siano restate inascoltate e, peggio, non siano state credute. La sensibilità verso le parole dei minori dovrebbe essere maggiori di fronte a fatti tanto gravi. Da parte del movimento “Non abbiate paura” è quello a denunciare immediatamente fatti del genere alle sole autorità in grado di accertare la verità e fare giustizia”.

“Lei ha 10 anni. È una bambina di Trentola Ducenta, in provincia di Caserta. La sua famiglia frequenta la parrocchia del paese. Lei fa parte del coro, la chiesa è la sua seconda casa. È il 2017. Arriva un nuovo parroco. Lui è Don Michele. È uno alla mano. Si guadagna la fiducia di tutti. La mamma della bambina lo invita a casa. Lui porta dei regali. Torna altre volte, siede a capotavola. Diventa uno di famiglia. Passano dei mesi. La bambina si confida con due parrocchiani. Don Michele le dà dei baci. Indica le labbra. Loro minimizzano. Lei insiste. Aiutatemi. Don Michele mi fa fare del sesso. Non le credono. Il parroco è una bravissima persona. È il 7 dicembre del 2018. La bambina prende il telefono, se lo infila in tasca, attiva il registratore. Va dal sacerdote. Lui le parla. Ti terrei qui tutto il giorno. Ti voglio bene. Lo vuoi un bacino. Lei dice non voglio. Lui la ignora. Dobbiamo fare le cose per bene. Lei dice ahia! Si divincola. Scappa. Corre a far ascoltare la registrazione. Trova un muro. Si sta inventando tutto. È disperata. Ci riprova. È sola con il parroco. Lui ansima. Lei dice basta non toccarmi. Lui le dice di andare in bagno a lavarsi. La bambina registra tutto. Chiede di nuovo aiuto alla coppia. Questa volta le credono. Vogliono dirlo ai genitori. Lei si agita. No, non ditelo alla mamma. Loro non intervengono. Se la sbrigherà da sé. È il 2 febbraio del 2019. Don Michele parla alla bambina. La loro è una storiella tra fidanzati. Non si metta in testa che lui le ha fatto del male, anzi. Tu hai accettato, sei consenziente, non devi dirlo a nessuno. La bambina ha paura, confessa di averne parlato. Lui va subito da sua madre, dice che sua figlia è una bugiarda. Sta mettendo in giro cattive voci sul suo conto. La mamma crede a don Michele. Intervengono i due parrocchiani. Parlano delle registrazioni. Don Michele è alle strette. Confessa. Il vescovo lo solleva dall’incarico. È l’8 novembre del 2019. Don Michele Mottola viene arrestato. È accusato di molestie e abusi sessuali. La bambina scrive una lettera. Vorrei morire per non vedere più nulla, andarmene per non sentire nessuno”. E’ la ricostruzione del giornalista Carmelo Abbate (in foto a sx), opinionista per le reti Mediaset e ospite fisso di Quarto Grado condotto da Gianluigi Nuzzi su Rete 4.

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