Governo M5S – PD, Criscuolo: “In difesa del diritto di conoscenza di Rousseau”

“Il nodo cruciale di questa crisi si sta rivelando quello della piattaforma Rousseau ovverosia questo mondo parallelo che gestito dal Dio Rousseau interpretato da più personaggi influenza la vita della politica italiana, come se già non ci bastassero tutte le logge, stanze dei bottoni, società segrete, banchieri ecc. Il nostro beniamino Sergio Mattarella, capo della magistratura peraltro, cosa fa? Invece di dichiarare guerra a questa piattaforma che minaccia tutti i principi costituzionalmente garantiti, la democrazia, le istituzioni ed altro la usa per giustificare un cambio di regime del Paese. Ecco come la partitocrazia in sostanza vince sulla politica del reality show”. E’ l’analisi di Rosa Criscuolo, esponenente dei Radicali Italiani.

“Purtroppo Beppe perde la seconda edizione del Grande Bordello del Governo rendendo strumento della partitocrazia la piattaforma Rousseau: Mattarella 1 – Grillo 0. E’ davvero poco rilevante per il momento mettere in dubbio la validità delle votazioni su Rousseau e che quindi registrino le stesse ambiguità delle classiche votazioni elettorali del nostro Paese. Una sola domanda ho da porre: ma il voto di un cittadino di Rousseau è più influente di un cittadino italiano che va alle urne?“.

“I Grillini abituati da anni ad ascoltare i loro capi politici all’improvviso si vedono piombare il professore Giuseppe Conte nella loro vita e a dargli credito per il suo curriculum e la conoscenza delle lingue non per chissà quale impegno politico avesse assunto prima di allora. Nel corso della storia del breve e intenso matrimonio con Salvini addirittura il giovane Di Maio aveva definito il professore ‘una perla rara’. Personalmente speravo si trattasse di sarcasmo ed invece mi sono dovuta ricredere, era ingenuità”.

“Luigi Di Maio aspirava a raccogliere il ruolo di vice nel nuovo governo per non perdere il consenso interno del Movimento ma forse la sua ingenuità lo ha segnato per sempre soprattutto quando si è unito al coro dei suoi traditori ad offendere Matteo Salvini. In politica si paga più l’ingenuità che una malefatta ed il suo collega Roberto Fico, che in silenzio guida una flotta numerosa ne è testimone. L’unico a cui non gioverebbe l’incarico di vice a Di Maio sarebbe solo Roberto Fico perché Matteo Renzi lo ha dichiarato a chiare lettere ‘che per lui ai fini governativi risulterebbe indifferente’. E certo! Cosa può fregare al Pd che ha perso le elezioni e che a breve guiderà il Paese con ministri propri che Di Maio faccia o meno il vicepremier o il ministro?”.

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