Neonato muore a Caserta, salma mai restituita alla madre: interviene la Procura

A seguito degli articoli apparsi sulla stampa online e cartacea della vicenza della salma di un neonato mai restituito alla famiglia, è intervenuta la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

A seguito del decesso del neonato il Pubblico Ministero di turno ha correttamente proceduto, come previsto in tali casi, in data 23.11.2018, al conferimento dell’incarico, per l‘espletamento dell’esame autoptico, ai medici legali, mediante avviso di accertamento tecnico non ripetibile per la persona offesa dal reato – art. 360 с.p.p. -, rappresentate dai rispettivi difensori di fiducia nominati, regolarmente presenti all’atto del conferimento. 

I Consulenti Tecnici venivano investiti di specifici quesiti medico legali necessari allo svolgimento di attività investigative da parte di questa Procura. 

Indipendentemente dai tempi di svolgimento della consulenza tecnica, al termine dell’espletamento dell’autopsia sulla salma del piccolo Amasihou David, i medici legali all’uopo nominati – in data 23.11.2018 – provvedevano a consegnare tempestivamente ai responsabili dell’obitorio dell’Azienda Ospedaliera di Caserta la scheda ISTAT ed il nulla osta al seppellimento della salma (rilasciato dal PM di turno, in pari data, ai propri Consulenti Tecnici all’esito del conferimento incarico – come da prassi -, a prescindere dalla  presentazione di formale istanza da parte dei prossimi congiunti del neonato). 

Malgrado il tempestivo rilascio del nulla osta, la salma non veniva pretesa da alcun familiare. 

Va precisato – prosegue la nota – che quando si verifichino ipotesi di mancata attivazione per il rilascio della salma, l’UOC di Medicina Legale investe della questione il Comune ove è avvenuto il decesso, affinché tramite i propri uffici si adoperi per la ricerca dei familiari. Nel caso di specie, non essendosi presentato alcuno per il ritiro della salma, in data 11.12.2018, la UOC di Medicina Legale dell’Ospedale di Caserta provvedeva ad inoltrare una prima PEC al Comune di Caserta, al fine di notiziare l’Ufficio preposto e ottenere le formalizzazione delle procedure per l’interro del feto in oggetto presso il Cimitero di Caserta, essendo state perfezionate le correlate attività medico-legali e constatato il mancato ritiro da parte dei familiari e/o della ditta di onoranze funebri. 

Sono susseguiti ulteriori solleciti da parte dell’UOC di medicina Legale dell’Ospedale di Caserta al predetto indirizzo di PEC suindicato e, precisamente, nelle date del 10.1.2019; 7.2.2019; 11.3.2019; ed ancora in data 19.6.2019, senza ricevere tuttavia alcun riscontro da parte del Comune di Caserta. Sono tuttora da accertare i motivi per i quali il Comune di Caserta non abbia proceduto a svolgere le attività richieste. 

Orbene, è del tutto evidente che alcun addebito possa muoversi nel modo più assoluto a questo Ufficio di Procura, che tempestivamente si è attivato affinché la salma (che tutt’ora è custodita presso l’Obitorio dell’Ospedale civile di Caserta), all’esito dei necessari esami autoptici disposti sulla stessa dai medici legali – fosse consegnata agli aventi diritto. 

Occorre, inoltre, segnalare che – a differenza di quanto accade normalmente – nel caso di specie alcuna richiesta di chiarimenti è mai pervenuta, sino ad oggi, a questo ufficio da parte della madre del piccolo David, neppure per il tramite del difensore di fiducia dalla stessa appositamente nominato e presente in sede di conferimento dell’incarico autoptico, il quale, soltanto in data 16.7.2019 – a distanza di 8 mesi circa dalla tragica morte del neonato – ha provveduto ad inoltrare una e-mail alla Direzione Sanitaria dell’Ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. Alcuna responsabilità, quindi, è da attribuire a quest’Ufficio in ordine ai fatti accaduti né tantomeno al Pubblico Ministero di turno che ha gestito la vicenda, con solerzia e professionalità, sin dalla comunicazione della notizia di reato. 

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