101,8 miliardi spesi nel gioco, così gli italiani sfidano la fortuna!

Se da un lato si fa presto a parlare di crisi, dall’altro è pur vero che ci sono cose alle quali gli italiano non rinunciano. Infatti, a non conoscere parvenza di crisi vi è il settore dei giochi d’azzardo, che ha registrato solo nel 2017 una spesa annuale da capogiro. Gli italiani avrebbero contribuito a creare un giro di affari di 101,8 miliardi di euro. Non è finita, le valutazioni da fare sarebbero tante, se consideriamo in primo luogo il fatto che la spesa è aumentata di 5 miliardi rispetto al 2016.

Una tendenza che non sembra arrestarsi, anche se con il nuovo Governo la discussione si è incentrata soprattutto sulla controparte negativa del fenomeno e cioè la ludopatia. Molte misure sono state approntate in tutte le regioni italiane per limitare il ricorso ai giochi, soprattutto da parte dei soggetti sensibili. D’altra parte si cerca di incentivare un gioco più responsabile.

Di fatto, ad accaparrarsi la fetta più grossa di pubblico – sempre secondo quanto riportato sul “libro blu” presentato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – spiccano le slot machine. Da quelle classiche a quelle più moderne, le slot sono da sempre molto apprezzate. L’intrattenimento erogato da queste macchinette interesserebbe ben il 65% delle giocate e questo significa circa 49 miliardi di euro. Anche questa cifra è tutt’altro che esigua, soprattutto se consideriamo che non include l’attività ludica che prende, invece, vita sul web.

Il gioco online, oltre a non richiedere lo spostamento fisico, offre vantaggi esclusivi a chi lo preferisce rispetto a quello degli esercenti convenzionati.  Le slot online legali garantiscono le stesse, se non maggiori, opportunità non solo di gioco, ma anche in termini economici.  La presenza di bonus, premi o il semplice confronto tra un portale e l’altro aumentano la percentuale di scelta che ha l’utente.

Rimane aperta la questione: slot sì, slot no. Resta da capire se con le nuove misure adottate vi possano essere miglioramenti concernenti il fenomeno della ludopatia oppure non vi sia una ricaduta nel gioco illegale che, ricordiamo, provoca sempre un danno sia allo Stato che al soggetto che lo sceglie.

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Redazione

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