Affidamenti illeciti minori Reggio Emilia, Raggi: “Non rimarremo in silenzio”

Non si placano le sterili ed imbarazzanti polemiche per una foto utilizzata durante l’azione del dipartimento femminile di Forza Nuova quale denuncia per i fatti di Bibbiano. 

“Mi sembra di assistere ad una pantomima assurda, la trama di uno spettacolo tragicomico ove di tragico c’è la storia infinita di bambini trascinati via dalle proprie famiglie da ‘eccellenti’ professionisti; così li definiva la presidente della commissione parità della regione Emilia Romagna nel, non tanto lontano, 2016, durante un convegno sulla violenza sui minori presso la comunità Val d’Enza. La presidente, in quell’occasione, elogiava il loro minuzioso lavoro, quale ‘esperienza esemplare per tutta la regione’ (convegno al quale intervennero anche il Foti, il Colli e Nicolini, ora indagati!), dimenticando, evidentemente, che questi personaggi hanno dato il via ad un vero e proprio ‘sequestro’ di minori, falsificando atti, dichiarazioni, relazioni, per affidarli ad amici, più per ideologia politica che per business”. Lo dichiara Desideria Raggi, Responsabile dip. Femminile Forza Nuova, ‘Evita Perón’.

“Di comico, invece, c’è che assistiamo a proclami e minacce di azioni legali per aver usato un’immagine (fino a qualche giorno fa, facilmente scaricabile sui motori di ricerca, senza alcuna restrizione e copyright) che rappresenta una delle tradizioni molisane, senza minimamente tentar di cogliere il senso più profondo del blitz. Il tutto condito da misere dichiarazioni che definiscono l’azione ‘veicolo di messaggi di odio e intolleranza nei confronti degli avversari politici’ e ‘di uno squallore morale assoluto, senza nulla di politico che è fatta sulla pelle di persone riprese in foto, anche un bambino’. (Scelti per l’immagine fine a se stessa, lo ricordiamo, e non per il significato reale).  Mentre sullo squallore morale di coloro che parlano a vanvera da giorni senza spendere due parole in merito ai bambini, su ciò che hanno dovuto passare le loro famiglie? Il silenzio totale, una assurda omertà istituzionale che lascia basiti. Dunque, se non riuscite a comprenderne il senso politico, etico e morale, come sempre, liberi di andare avanti con azioni legali, del resto non sapete fare altrimenti. Da parte nostra, non ci fermeremo ad una singola azione, la battaglia mediatica affinché tutti sappiano cosa accadeva in Val d’Enza, come al Forteto, come nella bassa modenese, è appena iniziata. Non rimarremo in silenzio al cospetto della violenza psicologica attuata sui bambini, ai loschi interessi tra servizi sociali e coop., passando da tutti coloro che, se non parte attiva, hanno avallato decine e decine di provvedimenti, senza alcun controllo. Colpevoli anche loro, quali complici di un sistema marcio e malato”.

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