Morte Zeffirelli, il ricordo di Vittorio Sgarbi

“Con Zeffirelli non muore un grande regista (e probabilmente i critici faticheranno a trovargli il posto giusto) ma un artista che ha interpretato il suo compito d’illustratore e narratore al centro e con l’orgoglio della grande tradizione italiana, felice di esserne epigono piuttosto che velleitario innovatore”. E’ il ricordo di Vittorio Sgarbi, sindaco di Sutri e critico d’arte.

“Il suo peso nel cinema e nel teatro è esattamente come quello di un pittore eluso ed evitato, per quanto popolarissimo, come Pietro Annigoni. Entrambi hanno pagato di essere bravi, mentre le avanguardie ideologiche distruggevano le forme e la memoria della tradizione. Zeffirelli è stato il custode della storia e dell’arte italiana, preferendosi epigono che dissacratore. Ha preferito essere l’ultimo dei classici piuttosto che l’ultimo degli avanguardisti. Ha raccontato, semplicemente: come Giorgio Bassani, come Vasco Pratolini, come Tomasi di Lampedusa. Oggi senza di lui la storia è orfana, senza tutela”

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