Come districarsi con la nuova fatturazione elettronica

Dal 1° Gennaio 2019 è entrato in vigore l’obbligo di fattura elettronica, ma cos’è e come funziona? Innanzitutto ricordiamo che la fattura è un documento fiscale obbligatorio che certifica una prestazione professionale oppure lo scambio di beni e servizi. La definizione di fattura rimane invariata sia essa cartacea o elettronica; la differenza fondamentale tra le due risiede nel fatto che la seconda deve essere redatta necessariamente utilizzando un pc, un tablet o uno smartphone e deve essere trasmessa al cliente attraverso il cosiddetto Sistema di Interscambio (SdI). L’ SdI verifica che le informazioni contenute nella fattura sia valide e corrette e controlla che la partita IVA del fornitore e la P.I. o Codice Fiscale del cliente siano presenti nell’Anagrafe Tributaria. Quando il Sistema rileva qualche dato poco chiaro o scorretto scarta la fattura e invia al soggetto che ha trasmetto il file una ricevuta di scarto con il motivo per il quale tale fattura non è stata accettata. Se invece l’ SdI ritiene la ricevuta corretta invia una ricevuta di recapito.

Con la Norma Europa e la Direttiva 2014/55/UE del 16 Aprile 2014, le normative per la fatturazione elettronica sono state definite in modo perentorio, ed è al modello europeo scaturito da tali normative che il formato italiano si è allineato garantendo un passaggio graduale ai formati standard internazionali. Vi starete chiedendo quale sia lo scopo di tale adeguamento e del motivo per cui i cittadini italiani sono stati obbligati presto o tardi a fare i conti con questo nuovo sistema tecnologico di fatturazione. Lo scopo primario risiede nella volontà di generare risparmi derivanti da un incremento dell’efficienza dei controlli fiscali e dunque del contrasto all’evasione. La lotta all’evasione fiscale rappresenta per l’Italia un obiettivo primario in quanto secondo i dati del 2018 della Commissione europea, l’Italia è lo Stato UE con il maggiore gap IVA (circa 35,9 miliardi di euro). Attraverso la fatturazione elettronica è possibile per le autorità bloccare le operazioni sospette (quindi il gap tra IVA dichiarata e IVA versata) in tempi alquanto celeri. Con la fatturazione digitale inoltre si ha la possibilità di avere una migliore allocazione delle risorse disponibili per la gestione della spesa pubblica. A queste importanti motivazioni si affianca la non meno importante riduzione del consumo di carta e dei costi di stampa, spedizione e marca da bollo.

Ma che programma usare per compilare le fatture elettroniche? La fattura digitale, o E-Fattura, è un file in formato XML che necessita dunque di essere realizzato mediante software o servizio web. L’Agenzia delle entrate ha predisposto tre tipi di programmi per la compilazione di tali fatture: una procedura web, utilizzabile accedendo al portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia; un software scaricabile su PC; un’App chiamata Fatturae, scaricabile dagli store Android o Apple. Una volta scelto il mezzo con cui realizzare la fattura elettronica, bisogna compilarla in tutti i suoi campi specificando a chi è rivolto il documento (PA o soggetto privato), il tipo di documento (fattura, nota di credito/debito, parcella etc.), data e numero della fattura. Nello specifico la data non può essere successiva a quella dell’emissione o precedente a quella dell’ultima fattura inviata. Per quanto riguarda il numero della fattura deve essere univoco e progressivo e deve seguire l’ordine cronologico senza interruzioni.

La fattura elettronica deve essere emessa entro dieci giorni dalla prestazione professionale, per poi essere registrata entro il 15 del mese successivo. Interessante, poi, evidenziare che il documento digitale viene conservato per 10 anni.

Chiunque è obbligato ad emettere fattura elettronica? Secondo l’Agenzia delle entrate sono esentati dall’obbligo medici, farmacia, operatori sanitari, imprese o lavoratori che rientrano nel regime di vantaggio o in quello forfettario, piccoli produttori agricoli, società sportive dilettantistiche e soggetti non residenti in Italia che effettuano o ricevono operazioni. Per tutte le altre categorie, invece, vige l’obbligo di fatturazione elettronica.

Dal 1° luglio 2018 vige l’obbligo di emissione della fattura digitale anche per la cessione di benzina o gasolio per motori e per le prestazione rese da subappaltatori della filiera delle imprese che partecipano ai contratti di appalto di lavori, servizi o forniture stipulati con un’amministrazione pubblica. Dal 1° gennaio 2019, come recitava l’incipit di questo articolo, l’emissione della fattura elettronica è divenuta obbligatoria per le operazioni effettuate nei confronti di altri privati titolari di partita Iva.

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