(VIDEO) La Storia di Aversa. La chiesa degli enigmi: i simboli misteriosi di “Sancta Maria de Platea”

Aversa possiede su tutto il territorio numerose chiese, molte delle quali di rilevante interesse storico ed architettonico. Per gli Aversani, il cuore pulsante della città è rappresentato dalla Chiesa di Santa Maria a Piazza.

Chiesa di Santa Maria a Piazza, la facciata

Sull’origine della Chiesa sembra si posseggano scarse documentazioni. Tuttavia, da un manoscritto della biblioteca comunale, possiamo dedurre che i Normanni, al loro arrivo nella città, trovarono già Sancta Maria de Platea. L’origine antica del borgo dove sorge la Chiesa è testimoniata da alcuni cippi lapidari rinvenuti nei pressi dell’edificio, di epoca romana. Riguardo alla denominazione della Chiesa, essa trova spiegazioni contrastanti: molti storici sostengono che il termine Platea derivi dalla sua vicinanza al Castello donato ai Normanni; lo storico Pagliuca, invece, colloca il Castello normanno non vicino alla Chiesa di Santa Maria a Piazza, ma presso il Duomo.

Lato nord della Chiesa

In questo contesto, la nostra attenzione poco suole concentrarsi sulla collocazione della Chiesa, lasciando agli esperti storici tale compito. La caccia ai misteri ci conduce, invece, al suo interno: nel soffitto della sacrestia sono stati rinvenuti simboli dall’aspetto enigmatico. Il luogo era probabilmente parte dell’abside, la cui collocazione attuale risulta diversa a causa di un cambiamento della planimetria dell’edificio, dovuta agli interventi di ristrutturazione.

Simboli ritrovati nella sacrestia

Stelio Calabresi, autore locale di numerose pubblicazioni in materia di esoterismo, fornisce una sua personale interpretazione di tali simboli, in un articolo su Edicolaweb.net, rilasciando anche un’intervista a “Misteri Aversani” (puntata 5, TLC Campania).

Schizzo di Calabresi per l’analisi dei simboli

Per Calabresi la sequenza è una variante, in differenti rappresentazioni, del simbolo della croce. Da sinistra a destra (come si vede nel suo schizzo), nell’interpretazione di Calabresi, riconosciamo una croce nel primo segno, una losanga, una stella iscritta in una circonferenza, una stella (dovuta alla sovrapposizione di due croci), infine, una variante della svastica. Calabresi sostiene l’ipotesi di una scrittura segreta, un messaggio che si cela dietro simboli esoterici rivolti ai fedeli di un culto.

Così, egli decifra l’enigmatico messaggio in questo modo:

«SE LA LETTURA DEL SINGOLO SEGNO APPARE – TUTTO SOMMATO – CHIARO, QUELLO DELL’INSIEME, APPARE DUBBIO ALMENO SOTTO IL PROFILO STORICO SE NON ERMENEUTICO. A PRIMA VISTA SEMBREREBBE CORRETTA LA SEGUENTE LETTURA: “GESÙ (IL 5° SIMBOLO), FIGLIO DEL PADRE (4° SIMBOLO) HA CREATO (3° SIMBOLO) LA TERRA (2° SIMBOLO) E IL CIELO (1° SIMBOLO)”. OPPURE: “IL PADRE ED IL FIGLIO HANNO CREATO LA TERRA ED IL CIELO”».

E conclude, continuando il parallelismo con un’altra Chiesa misteriosa francese:

«AD AVERSA IL TESTO CRIPTICO È DINANZI AGLI OCCHI DI CHI VOGLIA VEDERLO; A RENNES-LE-CHÂTEAU INVECE NON CI È TRACCIA PROPRIO DEI TESTI CRIPTICI, DI GENEALOGIE O TESTI SEMPLICEMENTE ENIGMATICI. NESSUNO DEI DUE SACERDOTI HA PERALTRO LASCIATO NULLA DI SCRITTO NÉ È IPOTIZZABILE RIVELAZIONI DI EREDI O TERZE PERSONE. IN ENTRAMBI I CASI NON POSSIAMO FAR ALTRO CHE SCRIVERE LA PAROLA… MISTERO».

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