118, SAUES: “Sbagliato prendersela coi medici”

“E’ grave, assolutamente sbagliato prendersela con i medici del 118 e sparare sul servizio”. Lo afferma Paolo Ficco presidente nazionale del Saues il sindacato autonomo urgenza emergenza commentando il caso del decesso del 35enne casertano occorso il 12 febbraio scorso.

“Se c’e’ una criticità nel servizio, questa è la gravissima carenza del personale medico, problematica sulla quale si continua a balbettare e a blaterare cedendo il passo alla strumentalizzazione”, sottolinea Ficco. “E’ il caso, a onor di verità, di quanto raccontato alla stampa sulla vicenda del 35enne casertano, laddove si è sostenuto che la mattina del decesso il medico fosse in permesso sindacale, cosa non vera, oppure la tesi che un’ambulanza senza medico non potesse affrontare un soccorso in arresto cardiaco, cosa che è stata invece eseguita tempestivamente ed efficacemente. Oppure, ancora, che la seconda ambulanza, che peraltro proveniva da Maddaloni e non Marcianise, non fosse del tipo del soccorso avanzato. Il che non è affatto vero, come non è affatto vero che il codice assegnato dal triage telefonico fosse stato giallo mentre è stato rosso, come è facilmente documentabile” sottolinea Ficco.

“C’è dunque un problema di risorse e va sicuramente affrontato con serietà come chiediamo da tempo con forza e determinazione,  – aggiunge Ficco – ma c’è anche dell’altro: un problema di scarso senso di responsabilità di alcuni attori che, anziché contribuire alla soluzione delle criticità, finisce solo per esporre dei medici, che sono già sottosti a turni massacranti e a lavorare in condizioni disumane, all’aggressività di chi disperatamente chiede soccorso”.

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