Tv. ‘Io sono Mia’, il commento di Marino Bartoletti

Non chiedetemi di fare una ‘critica’ alla fiction su Mia Martini. Non chiedetemi di commentare la scelta dell’attore che ha interpretato (?) Franco Califano. Non chiedetemi di scrivere cose lucide, obiettive, ‘documentate’. Non chiedetemi di recensire le ‘sbavature’ storiche e i ‘voli di fantasia’. Io mi tengo l’emozione, la commozione, lo sconcerto, il dolore, ma in fondo anche la gioia e la riconoscenza che ho provato ad assaporare questo racconto“. Inizia così il post di Marino Bartoletti, giornalista, conduttore televisivo italiano ed esperto del mondo della musica commetando il film ‘Io sono Mia‘ andato in onda ieri sera su Rai che racconta la vita di Mia Martini.

Ero a Sanremo a fine febbraio del 1989 quando ‘Almeno tu nell’Universo‘ (una delle canzoni del secolo) arrivò nona – nona, non seconda!! – dietro ai Ricchi&Poveri, Francesco Salvi e Fiordaliso nel Festival vinto da Oxa-Leali davanti a Toto Cutugno. E’ vero: Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio avevano aspettato diciassette anni, perché fosse lei e solo lei a cantarla! Ero in diretta a ‘Quelli che il calcio’ quella maledetta domenica di maggio del 1995 quando dovetti annunciare che Mimì era stata trovata morta. E davanti a me c’era proprio Bruno Lauzi, chiamato come tifoso della Sampdoria, che non disse nulla per tutta la trasmissione e che solo alla fine si alzò e sussurrò: ‘Ciao Mia. Ti saluta questo piccolo uomo’. Non chiedetemi come sto. Diciamo che avrei voglia di piangere. Per tanti motivi ‘Un punto sei, che non ruota mai intorno a me/Un sole che splende per me soltanto/Come un diamante in mezzo al cuore’“.

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