Fatturazione elettronica, gli ultimi aggiornamenti a poche settimane dall’esordio

Da mesi tutti sentiamo parlare dell’introduzione del nuovo sistema di fatturazione elettronica, in vigore dall’1 gennaio 2019 per tutti i soggetti individuati.

Un sistema completamente digitale che permette di compilare, inviare e conservare le fatture abbandonando la carta, gli adempimenti e i costi connessi.

Un file viene creato con un apposito formato standard XML, firmato digitalmente e conservabile ai fini fiscali in formato digitale.

Dopo le polemiche legate al suo funzionamento e introduzione, ora il sistema è attivo da qualche settimana e già si è contraddistinto per un ottimo funzionamento e per aver snellito alcune procedure gravose, permettendo anche all’Agenzia delle Entrate di operare un controllo immediato e puntuale sulle modalità di fatturazione di chi possiede una partita IVA.

Partendo dalla procedura di compilazione della fatturazione elettronica per professionisti e azienda, questa deve essere fatta secondo gli standard definiti dalla normativa, per questo l’utilizzo di un software di fatturazione come Fatture in Cloud semplifica l’emissione, la ricezione e la conservazione automatizzando tutti i processi ed evitando spiacevoli errori di compilazione.

La procedura è la stessa per ogni soggetto, va redatta la fattura e poi invece di stamparla è generato un file XML che poi è inviato al Sistema di Interscambio (SdI) predisposto dall’Agenzia delle Entrate, vero fulcro del sistema che permette di effettuare anche una controllo della completezza delle fatture ricevute.

Necessaria per la realizzazione del file XML è la firma digitale, che deve essere apposta dal soggetto che emette fattura o dal suo intermediario, in modo tale da garantire origine e contenuto.

Come detto lo SdI si occuperà di smistare le fatture emesse e/o ricevute controllando che abbiano tutti i requisiti richiesti.

Per ciò che riguarda la conservazione, addio alla vecchia carta, anche se vi è l’obbligo di conservazione sostitutiva per 10 anni così da conferire valore legale nel tempo.

Questo metodo di conservazione non va confuso con i comuni sistemi di archiviazione quali drive, cloud e similari, ma è una procedura ubicata all’interno di un sistema informatico che conferisce valore legale nel tempo a un documento digitale.

Per questa fase la normativa è certamente rigida, non sono ammesse soluzioni fatte in casa, quindi andrà utilizzato un sistema apposito informatizzato.

Proprio per via di tutte le incombenze di gestione della procedura di emissione delle fatture elettroniche è importante adeguarsi a tale sistema in tempi brevi, dotandosi di un software che sia efficiente e aggiornato, vista la rigidità e complessità dei requisiti tecnici previsti dalla normativa.

Nelle prime settimane di entrata in vigore del sistema, sono state 8 milioni le fatture che sono passate dal Sistema di Interscambio, con un tasso di errore di circa l’8%, certamente più basso di quello che era stato registrato quando tale sistema era stato introdotto nel 2018 per le prime categorie assoggettate a tale obbligo.

Si ipotizza che possano essere 3 miliardi le fatture generate in modo elettronico nel corso di tutto l’anno 2019, e che i maggiori controlli effettuabili attraverso tale sistema possano far emergere un maggiore gettito fiscale di 1,7 miliardi di euro.

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Redazione

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