Lusciano. Ciocio: “Dal Sindaco aspetto ancora ‘scusa’”

“Ho letto e riletto molte volte la risposta del sindaco Esposito alla mia lettera aperta, non risponde agli addebiti di offese e minacce, che non smentisce, ma rilancia con una mistificazione della realtà, un ribaltamento della verità, un riassunto alterato di questi primi sei mesi di consiliatura. Né alla fine del consiglio né in queste settimane l’Esposito ha operato un gesto per giustificare la sua rabbia in consiglio o ha domandato semplicemente “scusa” non alla mia persona ma al consiglio comunale ed alla cittadinanza per aver perso in modo considerevole il controllo in quella riunione. Rispondendo nei contenuti, mai e sottolineo mai ho fatto offese al sindaco o intaccato la sfera personale (che onestamente neppure conosco), lo stesso dicasi per i consiglieri comunali, il segretario comunale e tutti i dipendenti comunali(non si capisce come siano stati tirati in ballo questi ultimi, visto che neppure sono nel consiglio)”. E’ quanto dichiara il Filippo Ciocio, consigliere comunale ‘Lusciano che vorrei’.

“Dire che una procedura è sbagliata significa esercitare il mio ruolo di controllo, non certamente “offendere” chi l’ha scritta o firmata, anche perché la loro giustificazione imbarazzante è stata che firmano senza neppure leggersele le carte. Nel merito gli amministratori hanno dato ragione ai miei “pretesti” correggendo più volte gli atti, anche sulla stessa questione “mercato”. Tra l’altro nel leggere un presunto tratto distintivo della mia personalità trovo altresì giudizi personali nei miei confronti che esulano da quelli politici. In questi mesi da consigliere ho fatto tre interrogazioni consiliari ed una interpellanza, ho partecipato da membro alla commissione Lavori pubblici e da presidente alla commissione trasparenza; i verbali di tutte queste riunioni possono testimoniare i miei interventi all’insegna della collaborazione e del chiarimento. Si è offerta massima cooperazione su problemi scottanti come la scuola chiusa. Ho preso parola nei pochi consigli fatti sui punti all’ordine del giorno, quasi sempre sul bilancio e pur avendo riscontrato gravi irregolarità in merito a impegni spesa anomali ho chiesto di ripartire con procedure più trasparenti salvaguardando l’ente e preoccupandomi soprattutto dei rischi in cui potevano incorrere i dipendenti. Non ho mai letto un mio “Vangelo” personale, ma evidentemente ho letto leggi e regolamenti, che devono rispettare tutti i cittadini così come anche gli amministratori, che abbiano preso il 62% o il 99%… Chi continua a specchiarsi in numeri elettorali cerca gloria personale, al sottoscritto interessano la legalità e i risultati sul campo per migliorare la qualità di vita del nostro paese. Molti erano presenti, hanno assistito e ben sanno come è andata, con che coraggio si inventa una versione così artefatta di quanto accaduto nell’ultimo consiglio? Evidentemente si vogliono cercare giustificazioni al proprio operato gettando fango sulla mia persona. Sia prima che dopo la mia lettera speravo in una soluzione politica, ma alcune posizioni hanno acuito il disagio e la polemica ha preso il sopravvento dimenticando che chi ha offeso e minacciato è tenuto a fare un bagno di umiltà. Visto che ho una grande fiducia nella magistratura e nella procura, ritengo doveroso rivolgermi a quest’ultima affinché possa far “luce” sulla verità”.

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