Trentola Ducenta. Caos opposizione: Apicella replica a Cangiano

“Mi corre l’obbligo di dare conto alla cittadinanza di quanto accaduto, oggi, in consiglio comunale: la consigliera Agnese Maria Cangiano si è separata dal nostro Gruppo di opposizione (SiAmo Trentola Ducenta, ndr) dichiarandosi di “opposizione indipendente”. Pur nel più totale rispetto della scelta operata dalla consigliera Cangiano, con gli amici di opposizione, non posso che dissentire da quanto dichiarato e fatto. Chi era presente al consiglio, ha già avuto modo di ascoltare il mio intervento – condiviso con gli altri componenti il gruppo stesso, che per dovere istituzionale qui riporto”. Lo dichiara Michele Apicella, Capogruppo SiAmo Trentola Ducenta, replicando alla sua ex alleata Agnese Cangiano.

Non entro nella polemica che pur aveva, da più voci e più parti, preannunciato questo atto, ma mi preme informare i più sull’episodio. Già il 21 novembre scorso, a mezzo stampa, Agnese aveva espresso apprezzamento al Documento Unico di Programmazione (DUP) della maggioranza, auspicandone l’approvazione. Tale documento è lo strumento per la guida strategica e operativa e rappresenta il presupposto necessario di tutti gli altri elementi di programmazione per l’amministrazione comunale. Quindi un atto specifico della maggioranza. Nei giorni che hanno preceduto la realizzazione del consiglio di oggi, come consuetudine, ci siamo incontrati per discutere e decidere le posizioni da assumere. In un confronto chiaro e leale, abbiamo cercato di esaminare i vari punti all’ordine del giorno. Il disappunto con Agnese è nato non su questioni marginali, ma di chiaro ed inequivocabile indirizzo politico, come la variazione del piano triennale delle opere pubbliche. Si tratta, per quanti non ne avessero conoscenza, di un atto che scaturisce direttamente dal programma elettorale che la maggioranza ha presentato e che, evidentemente, risulta essere diverso da quello che avremmo voluto realizzare noi. I cittadini di Trentola Ducenta, sui programmi, hanno fatto la loro scelta, premiando gli altri e non noi. Devo constatare che sono bastati pochi mesi a che Agnese cambiasse opinione su quanto aveva scelto di condividere con noi. Non si è certo trattato di dire sono o non sono d’accordo, ma di condividere o non un atto politico programmatico che è alla base di un costrutto amministrativo e che determina l’azione della maggioranza nella gestione della cosa pubblica. Essere parte di un gruppo, vuol dire condividerne fondamenti, presupposti e finalità. Se qualcuno, in corso d’opera, cambia obiettivo, è chiaro che viene meno l’appartenenza a quel gruppo. Quali sono o possono essere state le motivazioni più concrete e reali che hanno fatto compiere ad Agnese questo passo, non ci è dato di sapere. Prendiamo atto di tutto quanto e, chi legge, non mancherà di trarre le dovute e più appropriate conclusioni”.


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