Cup ASL Lazio, Casapound: “Lavoratori costretti ad accettare tagli salariali”

“Da lunedì 3 settembre centinaia di lavoratori del Centro unico di prenotazione (Cup), con il passaggio alla nuova società vincitrice di uno dei lotti dell’appalto, la Sds srl, rischiano di essere licenziati o costretti ad accettare in pochi giorni, sotto pressioni e ricatti, contratti-capestro che prevedono stipendi da fame: con tagli di 200 euro mensili. Come se non bastasse, la società entrante a quanto pare starebbe cercando nuovo personale. E’ una condotta antisindacale, inaccettabile, lesiva dei diritti dei lavoratori”. E’ il commento di Mauro Antonini, responsabile del Lazio per CasaPound Italia sulla vicenda dei dipendenti Cup della Asl della Regione Lazio.
“Il ricatto operato nei confronti dei lavoratori, per di più con il tacito accordo della Giunta Zingaretti, che dopo aver siglato un’intesa con i sindacarti per la tutela dei diritti dei dipendenti con l’arrivo del nuovo datore di lavoro, se ne è lavata le mani. Questi lavoratori sono abbandonati, dalle istituzioni, dai sindacati, dalla società che li aveva assunti. Sono costretti ad accettare un taglio dello stipendio per poter conservare il posto, magari dopo dieci anni e più di servizio, con mutui, affitti e oneri vari assunti in ragione del livello dello stipendio”, spiega Antonini.
“CasaPound è al fianco dei lavoratori del Cup. Esprimiamo la massima solidarietà e totale vicinanza a queste famiglie, vittime del business della Sanità. Business che di fatto – ancora una volta – non fa che peggiorare la qualità dei servizi sanitari della Regione Lazio. Siamo a pronti a difendere fino in fondo i lavoratori che rischiano il posto o un inaccettabile taglio dello stipendio”, conclude Antonini.
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