Rogo Caivano, sindaci dell’area atellana: “Monitoraggio e presidio di tutti i siti di stoccaggio”

Abbiamo deciso di inviare un documento alla Regione Campania, alla prefettura di Napoli e di Caserta, all’ARPAC, al Ministero dell’Ambiente ed ai rappresentanti delle forze dell’ordine. Sarà chiesto un maggior controllo del territorio, un monitoraggio e presidio di tutti i siti di stoccaggio, una caratterizzazione ambientale del sito di stoccaggio bruciato per ricostruire fenomeni di contaminazione di aria ed acqua, ed analisi accurate per verificare la presenza di eventuale diossina“. E’ quanto discusso ieri nell’incontro tenutosi a Succivo tra i sindaci dell’area atellana (Cesa, Succivo, S. Arpino, Orta di Atella, Gricignano di Aversa, Frattaminore) e i cittadini in merito al maxi rogo avvenuto a Caivano, nella zona industriale ASI di Pascarola, che ha elevato una nube tossica investendo tutta l’area territoriale che va da Caivano ad Aversa. Alla fine della riunione è emerso in modo chiaro l’esigenza di chiedere ”ad horas” un incontro con i massimi vertici istituzionali: il Governatore della Regione, il Ministro dell’Ambiente e quello della Salute per fare il punto della situazione e cercare di avere delle risposte certe da fornire ai proprio cittadini che a gran voce chiedono di essere informati.

La conferenza ha inoltre stabilito che i sindaci, pur nell’esiguità di uomini e mezzi, metteranno in campo tutte e azioni concrete che ricadono nelle loro possibilità e responsabilità di ruolo, attraverso l’intensificazione dell’attività di vigilanza del territorio. A questo scopo giova ricordare che ormai gli organici di tutti i comuni sono fortemente sottodimensionati rispetto alle esigenze, soprattutto per quanto riguarda i comandi della polizia municipale, decimati negli anni dai tagli e dal blocco delle assunzioni e concorsi pubblici e nell’impossibilita economico-finanziaria di coinvolgere gli istituti di Vigilanza privata.

Noi sindaci chiederemo anche un incontro con la Regione Campania e la Prefettura per avere certezza sulla completa realizzazione della filiera della raccolta differenziata dei rifiuti e la presenza di forze dell’ordine al fianco dei vigili Urbani del territorio in quanto la grave carenza di uomini, mezzi e risorse economiche dei comuni limita qualsiasi azione di controllo da parte delle amministrazioni comunali. Il documento sarà sottoposto anche all’attenzione ed alla firma di tutti gli altri sindaci dell’area a cavallo fra le province di Napoli e Caserta. Nell’attesa delle indagini della magistratura, si valuteranno anche possibili azioni di protesta con il coinvolgimento delle popolazioni“.

Questo – continua la nota – non ci esime tuttavia dal dovere di farci portatori dell’istanza dei cittadini che popolano i territori da essi amministrati. Il clima che si respira è infatti drammatico: i cittadini sono terrorizzati dal rischio che i fenomeni di questi giorni possono avere forti ricadute su di loro e soprattutto sui più piccoli, maggiormente esposti ai possibili danni da contaminazione. A questo si aggiungono le crescenti preoccupazioni degli operatori agricoli tra i più colpiti dal panico di massa che certi avvenimenti creano e per le cadute di mercato che si verificano immediatamente dopo. Queste enormi preoccupazioni creano un chiaro stato di agitazione e confusione che limita anche le operazioni delle amministrazioni che devono farsi carico di fornire le risposte ai cittadini, quali enti di prossimità e come unici deputati a farlo in assenza delle istituzioni sovra-comunali. Per questa ragione i Sindaci dell’area atellana chiedono con fermezza e attesa un incontro a un tavolo che riunisca i Ministri dell’Ambiente, della Salute, il Governatore della Campania e il Commissario Straordinario della Terra dei Fuochi affinché in maniera concertata si possano avere da una parte un quadro chiaro su cosa sia successo e allo stesso tempo fornire azioni concrete volte al contrasto dei fenomeni di incendio dei siti di stoccaggio e smaltimento che diventano sempre più frequenti e che non possono più essere derubricati come vicende sfortunate o di mero errore di controllo. Richiedere interventi volti al potenziamento massimo di Vigilanza e sorveglianza, al monitoraggio della salute pubblica (esami e diagnostica dei terreni, animali e uomini che popolano i territori interessati). Richiedere una revisione del patto sulla ”Terra dei Fuochi” che tenga conto anche di questi nuovi agghiaccianti episodi che riguardano i siti di stoccaggio. Richiedere inoltre un potenziamento del quadro normativo, sia esso attraverso la revisione delle leggi che già oggi ne disciplinano il controllo e le pene sia attraverso una proposta di legge che unisca sotto un unico testo le intenzioni del legislatore in merito. Il timore dei Sindaci della conferenza è che se non si intervenisse in maniera efficace la situazione potrebbe peggiorare e ulteriormente esasperare la pazienza dei tanti abitanti dei comuni coinvolti che stanno mostrando maturità e buon senso ma che tuttavia continuano a chiedere interventi che, quando non messi in atto, generano ulteriore frustrazione e disorientamento oltre alla totale sfiducia nei confronti delle istituzioni. E’ dovere dei Sindaci, come viene fatto e si continuerà a fare, cercare di tranquillizzare le popolazioni con continui comunicati e stando fisicamente loro vicini. Tuttavia a causa del clima di forte paura e anche perla presenza dei mezzi a disposizione avvertiti come inadeguati, risulta difficile avere la situazione delle comunità sotto controllo. Riteniamo non sia possibile derubricare l’accaduto come un fatto di poco conto, come si trattasse di un piccolo incendio poi domato. Non si conoscono i dati sulla diossina rilasciata nell’aria ma è fuor di dubbio che ci sia stato un picco anomalo di presenza di questa dannosa sostanza nell’aria. Non è più possibile che tutto ciò continui a sopravvivere nell’indifferenza di chi invece dovrebbe dimostrate senso dello stato e Vicinanza massima a questi territori. I nostri cittadini non sono soli perché hanno i sindaci. Noi dovremmo poter dire la stessa cosa: abbiamo gli enti sovra-comunali che ci assistono e ci aiutano. Invece ancora nulla, siamo lasciati soli e l’unico vero intervento è quello fatto dalle forze dell’ordine che ringraziamo pubblicamente per il tempestivo intervento a combattere la nube in prima persona. Adesso è il momento di rimettere i pezzi di questo intricato puzzle al loro posto, cercare di capire cosa sia veramente successo e perché. Elementi non marginali che certificheranno la nostra capacità di stare vicino ai problemi dei nostri cittadini“.

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